Zucchero Nero
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30/07/14

Trionfante riscatto


Ci insegnavano che bisogna trasformare il veleno in medicina. Ci insegnavano ad evolverci. Cercavano di inculcarci in ogni modo che dal letame nascono i fiori. Ad un certo punto te ne sei andata e sembrava quasi che non te ne importasse niente. E invece cosa hai fatto, nel frattempo?

Innalzarti nel piedistallo dei miei esempi, ecco cosa hai fatto, mentre ti affaccendavi per sbrogliare le faccende della tua esistenza. In realtà c'eri anche prima, sul mio piedistallo, ma quel giorno hai brillato con un garbo plateale. Un'eroina, sei stata. Affrontare  e sconfiggere è difficile, ma seminare, lasciar germogliare, raccogliere e sfoggiare è praticamente impossibile. Io non lo so se ce la farei, e io non lo so se gli altri hanno capito cosa hai fatto, se anche gli altri hanno avvertito quella sensazione di irrealtà che stava appesa nell'aria, quell'incredulità che è tipica di ogni lieto fine. Secondo me sì, li ho visti, e li ho amati per l'amore che provavano per te, li ho amati di riflesso.

Sai, ho sempre apprezzato la dignità degli elefanti. Quando iniziano a star male, si allontanano dal branco in modo da affrontare il dolore in perfetta solitudine. Ne son certa, se uno di quegli sventurati elefanti dovesse improvvisamente stare bene, tornerebbe nel branco e, di fronte alla gioia dei suoi simili, sai cosa farebbe? Sventolerebbe  uno schemino nel quale vengono illustrati i motivi per i quali si è momentaneamente assentato: magari per il clima atmosferico, per le bacche che doveva cercare chissà dove, e altre cose così. Un elefante ha troppa dignità per lasciare al suo branco anche solo il beneficio del dubbio che egli abbia sofferto.

Capisci il mio orgoglio?

Mi sento fortunata, molto fortunata ad avere accanto qualcuno che con le sue azioni tacitamente mi insegna, e brilla.

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