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20/07/14

Amélie Nothomb, conferenze di leprotti e ansie da abbandono

amelie-nothomb

Amélie Nothomb mi fa incazzare. Scrive libri troppo brevi, non ho neanche il tempo di godermeli che loro già mi abbandonano. Così, all'improvviso, senza prepararmi, senza una fine vera e propria. Sono autobiografici, quindi è comprensibile che quelle storie non finiranno mai per davvero fino a che l'autrice continuerà a vivere, a pensare, a covare miriadi di elucubrazioni all'interno dei suoi cappelli orribili.

Ho cominciato "Stupore e tremori" l'altro ieri. Oggi mi sono accorta che lo spessore della carta tra le dita della mia mano destra si era fatto sottile in maniera allarmante. Ho controllato. Mancano tre pagine alla fine. Tre. E, credetemi, non sono mica stata due giorni incollata al libro divorandolo come se non ci fosse un domani, anzi. Visto che conosco i miei polli, l'ho centellinato per benino. Ieri penso di non averlo toccato affatto, il mio cazzeggio quotidiano l'ho impiegato nell'andare ad un workshop di danza contemporanea, straconvinta che un tale di nome Fernando Suels Mendoza, coreografo di fama internazionale, avrebbe tenuto una sorta di conferenza in merito all'espressione del corpo nella danza, o qualcosa del genere. Peccato che, arrivati lì, ci siam ritrovati in una situazione in stile Maria de Filippi: un gruppo di fanciulli sudaticci e agitati cercavano di seguire le movenze - piuttosto buffe, devo dire - di un tizio spagnolo che tentava di parlare inglese, saltellando da un lato all'altro del palchetto quasi fosse un leprotto sudaticcio. Ci siamo guardati in faccia con aria smarrita: M. era convinta che sarebbe stato uno spettacolo, V. ci aveva seguite assolutamente a caso e io mi aspettavo una specie di conferenza. Nessuno era stato minimamente sfiorato dall'idea che, in un workshop di danza, probabilmente, bisogna ballare. Ohibò.

In ogni caso, dicevo, non è colpa mia se i libri di Amélie Nothomb finiscono subito. Sono corti e basta. E mi fa incazzare, mi viene l'ansia da abbandono. Soffro. Ne ho un altro della stessa autrice, si chiama "Nè di Eva nè di Adamo", ma mi sembrerebbe davvero una brutta cosa ingoiarlo subito. Un po' come quando ordini una porzioncina di sushi in un ristorante giapponese stracaro e ti arrivano tre pezzetti in croce, come minimo bisogna mangiare un chicco di riso alla volta.

A proposito di ansia da abbandono, circa un mese fa ho iniziato a leggere la recherche di Proust. E' molto carino, è lunghissimo e non sono ancora arrivata neanche a metà del primo volume. Si tratta di sette volumi, ci ha messo 13 anni per scriverli. Sono indecisa se essere contenta o no. Da un lato mi sento davvero al sicuro perchè ho la sensazione che non mi abbandonerà mai. Proust c'è sempre, nella buona e nella cattiva sorte, puoi leggere altri libri nel frattempo ma lui ti aspetta e non finisce, non finisce mai. Dall'altro lato, mi domando quanto sarà straziante finirlo, dopo che ti ha tenuto compagnia per anni.

E' terribile. La fine di un libro di Amélie Nothomb è come la morte del tuo criceto, invece finire la recherche di Proust sarà come la morte del tuo cane. Non so se ho voglia di continuare a leggere.

Oltre a Amélie Nothomb e Proust, in questi giorni sto ascoltando l'audiolibro di "Orgoglio e pregiudizio" di Jane Austen. Se vi interessa potete trovarlo gratis qui. In pratica ho un sacco di pregiudizi in merito a questa autrice, la ritengo una scrittrice di harmony ottocentesca e l'ho sempre snobbata. Ma, visto che alcune mie amiche ne vanno matte, mi sembra opportuno leggerla, o quantomeno ascoltarla. E' gradevole finora, a tratti divertente. Non è male, anche se continua a sembrarmi davvero poco consistente.

A parte gli scherzi, comunque, Amélie Nothomb è veramente in gamba a scrivere.

8 commenti:

  1. E' vero, i libri della Nothomb sono piccolissimi e durano una "baiata di cane" come si dice da me :) Io ho letto Biografia della fame e Stupore e tremori; per il momento non sono motivata a leggere altro di lei...
    Anch'io vado in ansia da abbandono: per questo non ne compro mai uno solo, ma due o tre alla volta così sto tranquilla per un pò. Adesso sono in attesa che Wulf Dorn scriva un altro libro perché mi mancano un sacco le sue storie! Nel frattempo sto leggendo Fitzek...
    I libri con molte pagine mi rassicurano, so che saranno i miei compagni per moltissime ore, ma con 13 volumi nel frattempo potrei diventare anziana...oppure, per come son fatta, arrivare al volume 6 e non ricordare più il secondo, insomma, troppo impegnativo per la mia mente ;)

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    1. no no, Proust ci ha messo 13 anni a scriverlo, i volumi sono "solo" 7 XD io della Nothomb ho letto "Metafisica dei tubi", "Biografia della fame", poi l'altro giorno mi è toccato finire "Stupore e tremori" e non sono riuscita ad impedirmi di iniziare "Nè di Eva nè di Adamo" che, grazie al cielo, è un po' più lunghetto degli altri.
      Ecco, meno male che non sono l'unica matta ad andare in ansia alla fine dei libri XD

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    2. Vedi che fa l'ignoranza :( lo sapevo che dovevo fare lo scientifico... Però 7 sono sempre troppi e se lui ci ha messo 13 anni non oso immaginare l'argomento: o è complicato o è palloso (tant'è che anche lui faceva fatica a proseguirli...ah ah! :D)

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    3. ma che c'entra l'ignoranza, hai solo confuso i numeri, su XD
      guarda, lo credevo anch'io e l'ho cominciato senza troppe aspettative, invece devo dirti che mi ha stupita. E' abbastanza scorrevole, interessante e non è affatto noioso, anzi, è dolcino, almeno fino ad ora. L'argomento è la ricerca del tempo perduto attraverso la memoria, in pratica è una specie di accumulazione di ricordi autobiografici ma romanzati. Che dolcino Proust T.T

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  2. OH *_* qualucuno che legge Proust! Mi sentivo molto solo.
    Mio padre è libraio e mi ha detto che nessuno legge tutto Proust, però fa figo sapere di cosa parla.
    Io per ora vinco perché sono all'inizio del terzo volume :P

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    1. oooooh al terzo volume!! *si inchina*
      beh, conosco un gran numero di mangiatori di libri e nessuno mi ha mai consigliato la recherche di Proust in 27 anni di vita. evidentemente è un po' come Manzoni: tutti lo stimano ma a nessuno coinvolge per davvero e la gente lo legge più che altro per senso del dovere. però boh, a me Proust sta piacendo, chissà se lo finirò mai.

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  3. Se un libro mi piace l'ansia da abbandono mi viene indipendentemente dal numero di pagine, e man mano che mi avvicino alla fine rallento e centellino la lettura. I sette volumi di Proust però mi farebbero venire l'ansia da prestazione. (e se ci impiego anni a leggere e poi non mi ricordo più niente dell'inizio?)
    Anche il tuo blog è una bella sfida. Considerando che l'ho scoperto pochi giorni fa ce la farò a leggere tutti gli arretrati?
    PS anche a me piace la Nothomb

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    1. si, anche a me viene l'ansia a prescindere dalle pagine, ma quando le pagine sono veramente poche, oltre all'ansia, mi incacchio come una iena -_-"
      oh beh, in merito a Proust non ho alcuna pretesa temporale, figurati che il primo volume ancora nemmeno l'ho finito perché nel frattempo ho leggiucchiato altri libri che mi incuriosivano di più. Magari il protagonista crescerà con me *.*
      ehm, se hai del tempo libero ti conviene usarlo per leggere qualcosa di più interessante del mio blog, sai che palle passare ore dietro ai miei deliri arretrati x°D

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