Zucchero Nero
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15/03/14

Cinemagraph: immobilità e movimento in una gif animata

I cinemagraph catturano un singolo movimento e lo ripetono all'infinito, mentre tutto intorno è immobile.
cinemagraph

Si tratta di una sorta di via di mezzo tra la fotografia e il video sperimentato per la prima volta dal fotografo Jamie Beck e dal web designer Kevin Burg.
cinemagraph

Avevano iniziato a fare queste gif animate per sponsorizzare la settimana della moda a New York, ma la gente apprezzò così tanto il loro lavoro che il cinemagraph divenne un vero e proprio genere, perlopiù pubblicitario.

cinemagraph

Esistono vari tutorial che spiegano come realizzare i cinemagraph, pare che sia sufficiente scattare numerose foto ad un soggetto in movimento e, tramite fotomontaggio, catturare soltanto il movimento interessato e rendere immobile il resto. Sembra divertente, prima o poi ci provo anch'io.



cinemagraph

12/03/14

L'accattona surrealista

dali-book transforming itself into a woman

Stavamo prendendo un caffè al bar. Avevo mal di testa, pioveva e faceva un freddo boia. Ad un certo punto salta fuori una donnina distinta, ben vestita, con due libri in mano e comincia a parlarci a raffica con tono cortese e modi professionali. Siccome i discorsi di quella donna erano belli quanto l'incontro casuale tra una macchina da cucire e un ombrello su un tavolo operatorio, sento l'esigenza di provare a ricordarli e a scriverli qui.

Donnina: Scusate, posso rubarvi un momento? Volevo parlarvi di una questione...
Noi: (facciamo di no con la testa, convinti che fosse una testimone di Geova)
Donnina: No, solo un momento. Ecco, vede, io oggi ho avuto la necessità di vendere questi libri per motivi.. beh, insomma, ci siamo capiti. Ecco, mi farebbe piacere che la stessa persona si prendesse entrambi i libri, ma capisco che non tutti sono interessati, io purtroppo mi vedo costretta a venderli..
Ozzy: Sì, ma vada al punto.
Donnina: Se non vi servono i libri o non avete la possibilità di comprarli io lo capisco e posso venirvi incontro, potrete contribuire con ciò che potete, anche qualcosa di piccolo.
Ozzy: No.
Donnina: Vede, sono davvero costretta a venderli ed ho poco tempo. Sarebbe sufficiente una piccola offerta. Non dovete per forza comprarli eh, ma almeno contribuite.
Ozzy: Ma scusi, perchè non li vende in un mercatino?
Donnina: Sì, io li venderei in un mercatino, purtroppo non ne ho la possibilità perchè non posso fare tardi. Quindi contribuite con una piccola offerta, va bene quello che potete.
Ozzy: No.
Donnina: Ma lo capisco, è che purtroppo mi vedo costretta, se non vi interessano i libri bla bla bla.. (continua a parlare a lungo in modo cortese e professionale)
Ozzy: Eh, ho capito, ma non c'è mica solo lei. Chiedete soldi in mille, come si fa?
Donnina: (contrariata e offesa) Allora non volete contribuire?
Ozzy: No.
Donnina: (mi guarda) Non volete contribuire?
Morg: No.
Donnina: (se ne va, offesa)
Morg: (allarga le braccia, desolata) I discorsi che ha fatto hanno qualcosa di paradossale, ma non riesco a capire cosa.
Ozzy: E' vero, ma cosa ha detto?
Morg: Sai che non lo so? Di che parlava? Ha più bisogno di soldi o di non fare tardi? E poi, che libri erano? Non ce li ha nemmeno fatti vedere.
Ozzy: Boh. 
Morg: Dai, magari sarà un esperimento sociale o qualcosa del genere.
Ozzy: Certo che se fosse vero, questa qui sarebbe proprio messa male.
Morg: A proposito di esperimenti sociali, il sito che distribuisce film coreani non ne fa più e quindi in questi giorni mi tocca cercare film occidentali decenti. E ieri notte per addormentarmi ho visto un film fichissimo, si chiama "L'onda". Devi guardartelo! E' illuminante! 
Ozzy: E di che parla?
Morg: Di un professore che insegna autocrazia nella Germania odierna e gli studenti però si annoiano perchè sono certi che andrà a parare nel Nazismo e proprio non hanno voglia di sentirsi dire sempre la solita solfa, inoltre sono convinti che sia assurdo continuare a parlare di Nazismo in Germania perchè una dittatura non potrà mai attecchire di nuovo, visto che ormai ci sono passati. E allora il professore, per dimostrargli l'enorme potere dell'autocrazia e la facilità con cui attecchisce, crea una nuova dittatura a scuola, li fa vestire tutti uguali, tira fuori delle regole rigidissime e molti di loro ci cascano come delle pere, è assurdo, finalmente ho capito il meccanismo sociale della disciplina, come fa la gente ad obbedire ciecamente a qualcosa di stupido, devi assolutamente vederl...
Donnina: (spunta fuori dal nulla) Allora proprio non volete contribuire? Io ho davvero la necessità di vendere questi libri, non è necessario che li compriate davvero perchè bla bla bla...
Ozzy: No! Stiamo parlando, signora, la prego!!!
Donnina: (mi guarda, offesa) Allora proprio non volete contribuire?
Morg: No!
Donnina: (se ne va, offesissima)
Morg:...

10/03/14

Beatrice Borromeo e il regno degli adolescenti ninfomani

14-anni-ragazze
C'era una volta un regno in cui le ragazze facevano a gara per farsi incaprettare. Infilarsi più peni possibili dentro ad ogni pertugio del proprio corpo, infatti, permetteva alle fanciulle di scalare la piramide sociale ed avere un successo così smisurato, ma così smisurato da diventare addirittura le reginette della scuola. Qualcuna di loro, a dire il vero, non aveva proprio voglia di dar la caccia ai ragazzi, ma un successo del genere ti cambia la vita, non è possibile rimanere impassibili, quindi tutte ritenevano necessario "farsi stappare".

Le ragazze imparavano posizioni complesse e strategie sessuali elaborate e fantasiose in quanto, per la scalata sociale, non era sufficiente la quantità. Doveva esserci un sesso di altissima qualità. Così le fanciulle ne parlavano ogni giorno tra loro per tentar di capire come realizzare l'amplesso migliore.

08/03/14

Uomini grigi e pasticci linguistici

bunny pole dance8 marzo. Puntuale, come ogni anno, arriva la festa dello smignottamento con relative lamentele di massa da parte degli uomini. Santo cielo, qual è il problema? Siete certi che a preoccuparvi sia il vero spirito della festa del tutto travisato, rigirato e smarrito tra uno spogliarellista e l'altro? Secondo me siete invidiosi, perchè voi mica ce l'avete una festa tutta per voi in cui potete zoccoleggiare quanto vi pare.

Ah, già, per voi è festa tutti i giorni. E allora che vi lamentate a fare? Siate meno grigi e prendetela con filosofia, altrimenti diventerete come quei preti noiosi che si lamentano di aver perso il vero spirito del Natale. Quelli che ce l'hanno coi pandori. Quelli che non fanno l'albero. Quelli che dovrebbero infilarsi la stella cometa dove non batte il sole.

Comunque, rileggendo ciò che ho scritto l'anno scorso in merito alla festa delle donne, mi sento in colpa. Mi ero riproposta di non utilizzare certi termini per offendere le persone di sesso femminile che mi fanno incazzare, perchè lo trovo piuttosto dannoso: le parole sono importanti, i pensieri sono fatti di parole. Per dire ad un uomo che è cattivo, gli dico stronzo. Per dire che una donna è cattiva, le diamo della puttana, della troia o della zoccola e così facendo stiamo inevitabilmente dando un senso dispregiativo alla libertà sessuale femminile. E poi ci lamentiamo del sessismo dilagante, eh. Non va bene, non desidero fomentare questo pasticcio linguistico. Quindi volevo cambiare abitudini. Me l'ero riproposta l'anno scorso. Ehm, no, quest'anno non ho fatto altro che dar della zoccola a destra e a manca, nonostante la destinataria delle mie imprecazioni fosse tutt'altro che di facili costumi. Anzi, secondo me non tromba dal 1700. Non ci siamo, no no no, non ci siamo per niente.

La prossima volta che una donnina mi farà girare gli zebedei, le dirò: "tu sei una cattiva persona." E non "muori male, brutta zoccola".

05/03/14

La grande bellezza o la grande cagata?

Erano settimane che cercavo di vedere "La grande bellezza", il film di Sorrentino di cui tutti parlano. Solo che, ogni volta, mi addormentavo dopo i primi 10 minuti.

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Purtroppo, per i primi 20 minuti della grande bellezza non accade assolutamente nulla ed è difficile andare avanti senza massicce dosi di caffè e impegno e, personalmente, li avevo già finiti entrambi per gli esami e non li avrei tirati fuori per un film nemmeno se lo avesse fatto il Dio dei Conigli in persona.

Però insomma, alcuni lo amavano, altri ritenevano fosse una grande cagata con la bellezza soltanto nel titolo, così la mia curiosità veniva alimentata di giorno in giorno e ieri, appena tornata a casa dal Cha col pancino pieno di cioccolata, biscotti e ottimismo, ho acceso il pc, mi sono armata di pazienza e finalmente l'ho visto.

Boh, è carino. Commestibile. Io di cinema non ne capisco nulla, eh, però così, su due piedi, non mi sembra poi così grande, questa bellezza. Pare un tantino sopravvalutato. E se lo penso io, cioè, io, la fan numero uno delle storie nichiliste e deprimenti, puramente contemplative, con trame vacue ma grandi messaggi decadenti che fanno capolino da quel certo nonsochè, vuol dire che bisogna farsi un paio di domande.

Non lo so, carino è carino, ma solo carino. Probabilmente sarebbe stato bello se fosse stato un po' più a tutto tondo e non solo disfattista, insomma, sembrano la versione ricca dei quattro vecchi che al bar si lamentano di tutto e l'unico personaggio positivo è la spogliarellista quarantenne che, attraverso il suo grigio cinismo e la sua malattia terminale nobilmente celata, riesce a far breccia nel cuore del napoletano disfattista che, finalmente, non si limita a sputare sentenze da sbruffone ma decide di aprirsi ad un sano, costruttivo dialogo. L'uomo che a 60 anni imparò a parlare senza rompere i coglioni. Che bravo, ci hai messo tanto ma alla fine ce l'hai fatta!

No, va bene eh, per carità, mica è un brutto film. Però tutta questa bellezza... Ma allora l'oscar datelo a "Luminal" di Andrea Vecchiato che sinceramente mi sembra sulla stessa identica scia nichilistico-contemplativa, con qualche italianata in meno e con meno sfarzo neobaroccheggiante. No, "Luminal" non ve lo siete mai cagati di striscio, perchè il nichilismo fine a sè stesso non va bene, non è un messaggio socialmente utile, e poi c'è troppo sesso, e poi c'è voglia di provocazione che al giorno d'oggi sa di banale. Ma scusatemi, "La grande bellezza" non corrisponde a tutte queste caratteristiche? Se l'avessi scritta io una storia del genere mi avrebbero presa a pedate e mandata a casa, se la fa la Santacroce tutti a darle della zoccola esibizionista. Se la fa Sorrentino, il mondo intero si inchina e gli danno pure l'oscar. Ma suca, va.

Lo so, sto dicendo delle bestialità cinematografiche probabilmente, ma io tutta sta bellezza nella grande bellezza proprio non ce la vedo. Lapidatemi pure, ma è ciò che penso. E poi il protagonista puzza, secondo me.
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