Zucchero Nero
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10/02/14

Palermo è una parodia di Vasco Brondi

«Mi stanno arrivando email da tutto il mondo e io non posso rispondere dicendo che è una decisione seria quella di murare la piazza, ci prenderebbero per pazzi. Allora bisogna sfruttare la cosa e dire che è arte, così arriveranno duemila persone a vedere» Uwe Jäntsch
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Palermo, Piazza Garraffaello, installazione di Uwe Jäntsch, un'opera discutibile, ma di certo adeguata al contesto
No, ragazzi, datemi un pizzicotto. E' uno dei miei sogni senza senso, oppure una parodia di Vasco Brondi. Per chi si fosse perso la faccenda accaduta in questi giorni, la riassumo brevemente. Anche se, secondo me, sto ancora sognando. Vi spiego: a Palermo è crollato un palazzo in pieno centro storico e in piena movida notturna, ok? Non ci sono stati terremoti, è che a Palermo ci sono un sacco di palazzine fatiscenti che si reggono in piedi per miracolo.

Il comune si è reso conto che forse bisognava fare qualcosa, e così ha avuto una brillante idea: dopo aver raccattato per bene tutte le macerie del palazzo crollato (tra cui l'installazione dell'artista austriaco Uwe Jäntsch, scambiata erroneamente per maceria anch'essa) ha murato la piazza, così almeno non ci scappa il morto, e chi s'è visto s'è visto.



Per informazioni più dettagliate andate qui, qui e qui, che non c'ho voglia di far la cronista.
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A Palermo si erigono i muri di Berlino versione 2.0. Qualcuno ha pensato di inserire questo cartello.
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Qualcun altro fa un fotomontaggio del sindaco Leoluca Orlando vestito da guardia tedesca
Come qualcuno mi faceva notare, se una cosa del genere fosse accaduta in qualsiasi altra città, sarebbe stato uno scandalo. Siccome è successa a Palermo, non solo non frega un cazzo a nessuno, ma il comune addirittura mura la piazza (non una piazza qualsiasi, ma Piazza Garraffaello eh, praticamente il cuore vivo) e tutti sappiamo bene che, con la tipica celerità dei lavori in corso siciliani, questo non è un arrivederci, ma un addio. Se ci hanno messo 46 anni per restaurare una cappella, quanti ce ne metteranno per bonificare dei palazzi storici?

Stanotte la gente ha distrutto i muri di Berlino v. 2.0 scontrandosi con le forze dell'ordine. E grazie al cazzo, vorrei aggiungere. La pazienza dei cittadini non è infinita, non puoi pretendere che se ne stiano con le mani in mano anche mentre gli togli l'ultimo pezzo di cuore. Il minimo che potrebbe fare il comune per riacquistare uno straccio di credibilità sarebbe bonificarli per davvero, questi palazzi, ma non tra 80 anni. Subito, invece di perdere tempo con gli eterni lavori in corso della Metropolitana, del tram, dell'aeroporto e di non so quanti altri progetti fantasma. Ma vabeh, inutile tentare di trovare una logica nelle dinamiche da incubo surrealista che governano Palermo.

"Palermo – latitudine 38 ° longitudine 13° altezza sul mare m 19, intero territorio ettari 15.876, 8 mandamenti urbani, 13 frazioni suburbane – si disfa sotto gli occhi impassibili di 659.000 palermitani. Anche a volere muovere un dito non si sa da dove cominciare, se dallo stato che esiste solo come vertice di mafia o di latrocinio o dal cittadino che ha avuto millenni di tempo per organizzare la sua difesa a danno altrui. Non è Europa e non è Africa. Non è capitalismo e non è feudalesimo. E’ solo una sacca” Giuliana Saladino

4 commenti:

  1. Mi ha stupito la citazione finale, mi fa piacere che si stia riscoprendo il pensiero della Saladino.

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    1. Purtroppo devo chiederti di contenere il tuo stupore visto che non ho letto il suo libro ma ho pescato le sue parole dal web!

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  2. Veramente cose da incubo!

    www.saucysiciliana.blogspot.com

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  3. Megghi ri niente. Qualche tempo fa manco questo ci sarebbe stato.

    Gas

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