Zucchero Nero
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30/11/14

Fotografia surreale ispirata alle foreste lituane

Raggana si considera una strega-fotografa. E' nata e cresciuta in Lituania ed il suo lavoro evoca l'atmosfera surreale delle foreste nordiche nei cui paesaggi vengono inseriti sapientemente animali, persone ed oggetti.
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"La natura che da sempre mi circonda ha nutrito una fervida immaginazione e la capacità di vedere le cose più in profondità rispetto all'occhio umano medio. E' in questo modo che è nata la mia fotografia, ed i personaggi che la popolano rappresentano le mie riflessioni."
Raggana
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"Il mio lavoro non si riferisce al miraggio del qui ed ora. E' piuttosto un'illusione ottica, invisibile, ma sensibile. Ogni ritratto è un piccolo messaggio per il mondo. Un messaggio che invita ad aprire gli occhi e a creare immagini con tutti i nostri sensi umani."
Raggana
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Potete trovare altre fotografie di Raggana sulla sua pagina facebook e su 500px.

20/11/14

L'angolo del plagio ♥ Più morgane per tutti

Stamani la gente si è svegliata, ha acceso il pc e si è ritrovata davanti uno scenario un po' inquietante in cui la mia faccia compariva ovunque insieme agli hashtag #adottaanchetuunamorghina, #siamotuttiunpomorghini e #oggimisentolamorganite.
E così, in molti mi hanno chiesto, allarmati:
- Ma che succede? Perché tutta quella gente ha la tua faccia come immagine profilo?

Avrei tanto voluto rispondere che, un po' come l'Apocalisse, prima o poi arriva il Morganaday, il tanto temuto giorno in cui l'incubazione del virus Morganite fa sì che ognuno si trasformi in una Morgana vera e propria, causando la distruzione del pianeta.

Ma le cose non stanno così, le cose sono sempre molto più ridicole di ciò che uno possa immaginare. Ora vi spiego.
Ieri un ragazzo mi ha segnalato questa cogliona:
Si tratta di una certa Jessica Love Flirotti che potete trovare a questo indirizzo. Nessuno sa spiegarsi perché lei stia utilizzando la mia faccia come immagine del profilo, soprattutto considerando che quella foto, nella quale sto facendo l'idiota imitando Mercoledì Addams mentre brucia i pellegrini, è appunto una foto idiota. Qualcuno le fa anche i complimenti e lei ringrazia sorridendo:
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Inoltre, ad un certo punto si lamenta del fatto che è ingrassata a causa della morte della nonna ed è per questo che non carica foto più recenti:
jessica-love-flirotti
Così, inizialmente abbiam pensato che sarebbe stato divertente se Massi l'avesse contattata fingendo di corteggiarla, chissà, magari ci avrebbe parlato di lei inventando qualche altra cosa. Ma lei non se l'è cagato di striscio e così Thelma ha proposto di metterci tutti la mia faccia come foto profilo, perché siamo tutti un po' morghini e perché sarebbe stato divertente contattarla in tante, tutte con la stessa faccia. Chiara sosteneva che avremmo potuto accoglierla come una di noi e magari avrebbe pensato di avere le allucinazioni, chissà.

Ecco il motivo per cui ci sono diverse facce morgane in internet, oggi. Quindi lo scenario è più o meno questo:
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E niente, Thelma ci ha scritto un post, peraltro sintetizzando in modo abbastanza fedele gli effetti della Morganite. La nostra amica Jessica continua a non cagarci, temo che ci toccherà segnalarla senza neanche poterla perculare un po'. Sigh.

17/11/14

Il piedistallo dell'aggettivo succulento

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Dove ero rimasta? Oh, al mio nuovo smartphone. Siccome ho la memoria a breve termine, non ricordo esattamente di quali succulenti novità volevo parlarvi. Non che piovano radiose novità come se fossi Lady Fortuna 2014, s'intende, ma avevo deciso di ergere sul piedistallo dell'aggettivo succulento alcuni accadimenti, giusto per darmi un tono. Chiaramente mi son dimenticata quali e, in questo momento, il mio piedistallo mentale è vuoto.

Ma riempiamolo a caso.

1. Ho fatto la locandina del cortometraggio "Buffalo death mask" di Mike Hoolboom che ha partecipato al Sicilia Queer filmfest e... ha vinto! Eccola qui:
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2. Sto partecipando ad un concorso grafico per la cantante Kiesza con un'illustrazione che dovrà essere lo sfondo del suo sito. Non ho nessuna speranza di vincere, in quanto mi rendo conto che la mia illustrazione è davvero troppo grunge per fare da sfondo ad un sito che si occupa di uno stile musicale pop. Purtroppo avevo zero idee, questa tipa io non l'ho mai nemmeno sentita nominare e il suo genere è... beh. Quella che io considero una novità succulenta non è tanto il concorso in sè, nè la mia orribile illustrazione, quanto piuttosto il mio atteggiamento. Se continuo a fare come ho sempre fatto, cioè ad esternare senza mezzi termini ciò che io penso di me e dei miei lavori, non combinerò mai nulla. Le parole hanno un potere fortissimo e continuando a ripetermi che sono una buona a nulla e che tutto ciò che viene partorito dalle mie mani è merda, non potrò mai, mai fare nulla di buono.

Così mi sono imposta di tirar fuori la faccia tosta e chiedere alla gente, se voleva, di votarmi, autoimponendomi di non dire nemmeno una volta che la mia illustrazione fa schifo. Non in pubblico, quantomeno. Ok, vi sembrerà una scemenza, ma per me è un grande passo. Mi sento un'obesa cronica che è stata il primo giorno in palestra e per la prima volta ha fatto tutti gli esercizi senza fiatare. Sono piena di buone speranze nei confronti dell'addomesticazione di me stessa. Tra l'altro alcuni sono stati di una dolcezza pazzesca, hanno condiviso il mio concorso senza che nemmeno glielo chiedessi.. lo so che nel vostro mondo tutto questo è normale, ma per come la vedo io, che ogni giorno sguazzo in tonnellate di spam per leggere l'email e gente che tenta di scroccare likes a destra e a manca come se fossero il sacro graal, beh, il fatto che qualcuno di sua spontanea iniziativa decida di arrecare questo fastidio solo per me, boh, mi sembra un gesto particolare.

3. Vendo illustrazioni, vettoriali e foto su Shutterstock e su Fotolia. Mi è sempre piaciuta l'idea di arrotondare facendo qualcosa che mi piace. Avevo provato a fare l'articolista per agenzie editoriali online ma era troppo frustrante perché eravamo in troppi e gli articoli da scrivere erano troppo pochi. Molto meglio far qualcosa sullo stock, e poi io adoro fare disegni scemi. In realtà, la maggior parte sono cose che avevo fatto per l'accademia. Ho riciclato un po' di roba, tanto per non far ammuffire il tutto nell'hard disk. Guardate come è buffo il mio albero di Natale!

10/11/14

Il mio primo smartphone

Miei cari blogghini, ho alcune novità da raccontarvi.
Prima novità sconvolgente: possiedo uno smartphone. Da circa un mese.
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Ok, questo lo sapete già, visto che probabilmente mi avete già vista smadonnare nel tentativo di rispondere al telefono schiacciando i tasti fantasma che appaiono e scompaiono quando vogliono loro. Lo so, sembro un'ottantenne, ma io odio queste diavolerie moderne, amo che il pc sia un pc e che il telefono sia un telefono. Avere internet in tasca mi fa venire la claustrofobia e vedere la gente che rimane imbambolata davanti a quei cosi invece di guardare il piatto, lo spettacolo, le nuvole o i fuochi d'artificio risveglia in me istinti omicidi! Eppure m'è toccato mettermi al passo con i tempi a causa di forza maggiore. L'universo intero comunica via internet e diverse volte mi son persa comunicazioni importanti ed urgenti a causa di email non lette, con spiacevoli conseguenze. Siccome Palermo è malata di morganite, la gente cambia idea ogni secondo anche per le cose ufficiali e te le fa sapere per email o via facebook. E' terribile non sapere in tempo le comunicazioni importanti, ero sempre l'unica a non saperne nulla, a perdermi le cose importanti e a fare figure penose. Imbarazzante. Molto imbarazzante. Non posso più permettermi di vivere nel paleolitico.

Ma ora sono moderna. Ho perfino saputo in tempo che il 7 novembre l'accademia era chiusa a causa del feroce ciclone, nonostante fosse stato deciso la sera prima alle 22.30! La mattina del 7 novembre è stata la dormita più bella di tutta la mia vita. Nè troppo caldo, nè troppo freddo, il letto comodo, la luce tiepida, il pigiama estivo, la copertina leggera, i calzini a pois, il telefono che squillava supplicandomi di alzarmi e io che lo ignoravo sadicamente senza alcun senso di colpa.

Ah, non c'è stato nessun ciclone. A dire il vero non ha neanche piovuto. E non c'era vento. E io che speravo di finire nel fantastico mondo di Oz. Per uscire di casa mi ero imbacuccata per benino con tanto di cappotto con cappuccio peloso, ho perfino portato l'ombrello. E invece niente. Poi dicono che faccio male a non guardare le previsioni del tempo prima di stendere i panni.

Tornando al succo del discorso, nel caso in cui vi interessi, il mio nuovo smartphone è un Majestic SPH Zeus 21. Ho cercato un bel po' prima di trovare un telefono non cinese (quelli non hanno la garanzia!), veloce (ha 1 giga di ram), dual sim e non troppo costoso. Questo qui mi è costato 130 euro e l'ho comprato in un negozietto piccolo ed insignificante in via Oreto, dietro alla stazione. Si trova anche su Ebay e costa qualche euro in meno. Massi mi ha aiutata un sacco nella ricerca, da sola avrei smadonnato il triplo. Per le caratteristiche tecniche e le opinioni in merito a questo smartphone, andate qui. A parte i miei smadonnamenti, forse è un buon telefono. Nonostante io non ne capisca nulla, mi accorgo che rimangono tutti molto stupiti nel constatare la velocità del mio economico arnese. Quindi immagino che vada bene, va. Che si ficchino gli iphone6 dove non batte il sole.

A proposito, voi che ne capite, per piacere, spiegatemi una cosa: come si fanno i selfie? Non vi preoccupate, non ho intenzione di fare un calendario duckfaces 2015, ve lo chiedo perché mi piacerebbe fare delle foto ricordo senza scomodare tutti i santi. Avete presente, quando prendete la gente, allungate il braccio destro e fate le smorfie tutti insieme appassionatamente? Io non posso concentrarmi a fare le smorfie perché... non riesco a centrare il bottone. Con la compattina, ricordo che si teneva la macchinetta con pollice e medio e con l'indice scattavi cliccando il pulsante laterale, ok? Bene. Qui invece devi cliccare sullo schermo. Ma se clicco con l'indice perdo la presa e mi casca tutto, è troppo sottile per stare in equilibrio tra pollice e medio e inoltre il mio indice non è il tentacolo di un polipo, non ci arriva al bottone! Che diavolerie che vi inventate. Non potete costringermi a fabbricare un cavalletto da selfie solo per fare quattro stupide smorfie con le amiche. Vi odio tutti.

Comunque, se volete essere aggiornati in tempo reale sulle suddette smorfie (se mai riuscirò a farle), questo è il mio nuovo instagram. Purtroppo non ho ancora capito come si fa a collegarlo alla pagina facebook e in effetti non sono certa di volerlo capire. Vi prego di notare che facce sofferte e tirate che ho.

Naturalmente ho scaricato una marea di app pucciose, tutte gratis, la maggior parte sono sveglie assurde oppure app per fare foto trashissime. Mi diverto un sacco! Che bellezza annunciare alla gente che mi parla "No, non sto ascoltando, sono troppo impegnata a cazzeggiare col mio telefono moderno" e nel frattempo fotografare il cibo, scimmiottando le persone normali! Se avete applicazioni idiote da consigliarmi, vi prego, fatelo. Soprattutto se riguardano i conigli.

Ops. Siamo solo alla prima novità ed ho già blaterato per numerosi paragrafi. Stanotte non ho chiuso occhio e quando non dormo mi viene la logorrea. Forse è meglio che continuo l'aggiornamento un'altra volta, giusto per non farvi addormentare sulla tastiera. A presto! Forse.

PS: Vi ricordate? L'unico motivo per cui lo smartphone destava uno straccio di interesse in me è questa cover. Che per il Majestic non esiste. Oltre al danno, la beffa.

26/10/14

Dove comprare costumi e decorazioni di Halloween

Halloween si avvicina. Dove comprare costumi e decorazioni carine?
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Ragazzi, mi dispiace, io sono una che prende Halloween molto sul serio. Se avete qualcosa in contrario, se pensate che i travestimenti siano una roba da bambini, se credete che questa festa serva per invocare Satana, Belzebù o qualsiasi altra divinità caprina, se vi sentite troppo grigi o troppo vecchi per festeggiare, se credete che sia un'americanata e quindi che tutto questo fomenti il capitalismo brutto e cattivo, guardate la X in alto a destra. Quella è la porta. Prego, portate le vostre chiappe fuori di qui.

Stavamo dicendo. Siete disperati? Siete senza idee e pensate che anche quest'anno vi ritroverete con le solite banalissime corna luminose? Lasciate che una veterana vi aiuti a districarvi tra i negozi di decorazioni e costumi per festeggiare questo Halloween nel più divertente dei modi!

Per procurarci costumi e decorazioni di Halloween, abbiamo tre opzioni: l'acquisto online, l'acquisto in negozio e il fai da te.

Per l'acquisto online, ehm, temo che siete già in ritardo. Ad ogni modo, per le prossime volte, sappiate che si trova roba di tutti i tipi su ebay, e con ottimi prezzi. Io ci ho comprato delle orecchie da coniglio in pizzo, una maschera in pizzo, il vestitino da scheletro che ho indossato al Circo degli Orrori e parecchia altra roba che sinceramente adesso non ricordo. La merce dalla Cina è quella più economica e ha le spese di spedizione gratis, ma vi arriva dopo un mese o due, quindi se avete fretta vi conviene acquistare i costumi o le decorazioni in Europa e in una settimana o due ve la cavate. Come al solito, occhio alla dogana: per gli acquisti fuori dall'Europa, evitate merce ingombrante ed evitate cosmetici o generi alimentari. Altrimenti vi tocca pagare la dogana.

Per l'acquisto di costumi o decorazioni di Halloween in negozio, se come me abitate a Palermo, in questo periodo troverete tantissime bancarelle con un sacco di roba a prezzi accessibili. Le bancarelle di Halloween a Palermo sono in via Notarbartolo, a piazza Don Bosco, in via Oreto. Ne conoscete altre?
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Le bancarelle di Halloween più centrali, nonchè le più fornite, sono quelle di via Notarbartolo. Hanno davvero una marea di cose, dalle maschere in lattice ai costumi completi, dalle decorazioni ai pupazzi horror da appendere. Io quest'anno ci ho comprato un cappello da strega con il pizzo che copre il volto per fare le foto degli stock. E hanno anche la maschera della Santa Muerte messicana, quella che tengo in mano nella prima foto del post! Sinceramente è la prima volta che vedo a Palermo questo tipo di maschera, è bellissima!

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Se mai dovessero passare di qui, ringrazio Francesco Paolo di Mauro e i gestori della bancarella per la loro gentilezza e disponibilità. Io e Massi ci aggiravamo tra gli oggetti fotografando tutto tipo turisti giapponesi! Le foto che vedete sono un po' un mix tra me e Massi, alcuni sono suoi scatti con mio editing e altri sono miei scatti, insomma, un casino. Ci servivano delle foto di Halloween e così ci siamo un po' arrangiati.

Veniamo all'altra opzione: il fai da te. Di sicuro quella più divertente ed economica, ma richiede tempo e pazienza. Io opto quasi ogni anno per fai da te molto sbrigativi. Nonostante Halloween sia la mia festa preferita, preferisco pensare a divertirmi e non amo perdere tempo con l'abbigliamento. L'anno scorso mi son travestita da uomo puntando esclusivamente sul make up, l'anno prima da zombie creando delle grosse cicatrici con la cera del Galbanino. L'anno prima ancora avevo comprato un vestito da Zora la Vampira nelle bancarelle di piazza Don Bosco, ma non è stata proprio un'ottima idea. Sembrava un sacco più che un vestito. Quest'anno mi sarebbe piaciuto fare delle corna da Maleficent, ci sono un sacco di tutorial su youtube! Ma sinceramente non ne ho avuto voglia, magari un giorno le farò.

Ad ogni modo, se volete optare per un Halloween fai da te, youtube offre un'infinità di idee e tutorial:


In realtà, non ho ancora deciso da cosa travestirmi per questo Halloween. Non so se riproporre il mio travestimento da uomo, visto che l'anno scorso mi sono divertita un sacco a spaventare alcune mie amiche che non mi avevano riconosciuta subito e temevano che fossi un tipo inquietante. Inoltre ero parecchio bono. Vedremo.

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E voi, avete già pronti i costumi per questo Halloween?

07/10/14

Sentinelle in piedi, omofobia e abolizione del gorgonzola

Cos'è questa storia delle sentinelle in piedi? Altro che circo degli orrori, questo sì che è terrificante!
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Secondo me la cosa davvero raccapricciante non è tanto che esistano persone a cui non piacciono i gay. In fondo, a me non piace il gorgonzola e provo una certa irritazione nei confronti delle persone che puzzano. Ho le narici ipersensibili, potete farmene una colpa?

Qualcun altro, probabilmente, avrà l'eterosessualità ipersensibile, cosa può farci se l'idea di due gay felicemente sposati lo fa soffrire? Non riesco ad immaginare cosa si prova in questi casi. A me bruciano le narici, forse a loro brucia il sedere.

Ciò che io trovo raccapricciante, piuttosto, è che nel 2014, periodo difficile per l'Italia e drammatico per altri luoghi del mondo in cui la gente ha problemi ben diversi rispetto ad un bruciore di chiappe, esistano persone che decidano di investire le proprie energie nell'occuparsi di faccende che non li riguardano ma che, semplicemente, suscitano in loro estrema irritazione solo per il fatto che esistono.

Un po' come se, ogni volta che un passante puzza, iniziassi a strillare e lo rincorressi con un sapone in mano. Oppure, potrei farvi firmare una petizione per bandire la produzione ufficiale di gorgonzola. Se proprio volete mangiare quella roba, fatevela da soli. In privato, nelle vostre case. Ma, per piacere, non turbate la mia psiche consumandola in luoghi pubblici!
 
Io penso che sarebbe davvero bello se la gente si lavasse prima di passarmi accanto, ma penso che sarebbe ancora più bello se riuscissimo ad aprire gli occhi e a comprendere quali sono le cose veramente importanti. Cosa mi arreca un danno reale? Cosa è veramente inumano? Se io fossi al suo posto, come mi sentirei? Sono domande tanto semplici, ma che alcuni pare non si siano mai posti.

Ad ogni modo, a Palermo credo nessuno li abbia considerati, altrimenti i miei contatti sui social network avrebbero tuonato tutta la loro indignazione. Guardate le balle di fieno che rotolano nella loro pagina facebook, insieme a qualche timido insulto.

Tra l'altro, questa domenica diluviava. Le Sentinelle, se sono andate a sentinellare, si saran beccate un bel po' di pioggia.

30/09/14

Il neurone captadolci

sniff sniff
Era ora di cena, la finestra era aperta. Stavo smangiucchiando pigramente una ciotola di riso davanti al pc, quando ad un tratto m'è arrivata una zaffata di vaniglia. Di roba dolce e calda. Di sofficioso.

Qualcuno, nel palazzo, deve aver appena sfornato una torta.

Non ho dolci in casa. Perché non ho dolci in casa? Ah, già, perché li ho trangugiati tutti.
 
Voglio una fetta di torta. Sto soffrendo. Ho il neurone captadolci attivato ormai, devo mangiare un dolce, è necessario per la mia incolumità psichica!

Voglio un dolce. Voglio un dolce. Voglio un dolce!
E' sera. E' tutto chiuso. E' tutto chiuso ed è sera. E io non potrò avere il mio dolce. L'unica soluzione è prendersi un cornetto al chiosco sempre aperto, ma i dolci che fanno in quel posto non sanno esattamente di dolci, sono piuttosto delle stratificazioni di burro fritto nel burro. Buono, per carità, ma non è dolce, è solo unto. E ora ho bisogno di dolce.

Dolce. Dolce. Dolce.
Vediamo. Non posso fare la mug cake perché mi mancano le uova. Non posso fare una torta vera perché non ho lievito né burro. Uhm.

mug-cake-senza-uova
Ok, problema risolto. Ho appena preparato e mangiato un tortino al cioccolato. Buono. Insomma, ci sarebbe stata un po' di panna, ma non ne avevo.

Lo so, sono un mostro, ma quando il neurone captadolci capta un dolce, bisogna provvedere. Altrimenti potrei trasformarmi nell'incredibile Hulk e addentare i mobili.

Ad ogni modo, vi spiego come ho fatto questa mug cake nel giro di pochi minuti, così se anche a voi dovesse capitare un incontrollabile istinto dolciario quando i negozi sono chiusi e non vi ritrovate nè uova nè lievito, sapete come salvaguardare i vostri mobili.

In pratica, ho chiesto a Google se fosse possibile fare una mug cake senza uova, e il buon Google mi ha risposto con questa ricetta. Grazie al cielo avevo tutti gli ingredienti, perfino la farina di cocco. Cioè, non avevo l'hazelnuts chocolate spread, che suppongo sia la Nutella, ma avevo il cacao e anche gli Umpa Lumpa sanno che tutto si può fare col cacao.

Come fare una mug cake senza uova

Ingredienti

  • 1/4 di tazza di farina 00
  • 2 cucchiai di farina di cocco
  • 1 pizzichino piccino di bicarbonato
  • 2 cucchiai di zucchero
  • 1 pizzichino di sale
  • 1/4 di tazza di latte e un goccino in più
  • 2 cucchiai di olio di semi (ho usato quello della mia coinquilina)
  • 2 cucchiai di cacao. Ok, meglio due cucchiai di Nutella, ma io non ce l'avevo.

Procedimento

Preparare una mug cake richiede meno di cinque minuti.
  • Mischiare tutti gli ingredienti secchi dentro ad una tazza.
  • Aggiungere i liquidi. Mischiare bene.
  • Infilare la tazza nel microonde, posizionarla al centro e far cuocere per un minuto e mezzo alla massima potenza.
  • Tirar fuori, lasciar raffreddare. Brucia, occhio.
  • Guarnire con panna. Io non ce l'ho, ma ho trovato dello zucchero a velo. Questa casa è piena di risorse.
  • Trangugiare come se non ci fosse un domani.
  • Fare la scarpetta con l'ultimo pezzetto di torta, raccattando tutto lo zucchero a velo, per benino.
Ok, ora che ho mangiato un tortino posso continuare a vivere.

27/09/14

Al Circo degli Orrori con Morghy

Ieri, a Palermo, c'è stato il primo spettacolo del circo degli orrori.
Ovviamente non potevo perdermelo. Purtroppo era severamente proibito far foto o video e quindi non ho nulla da mostrarvi, nemmeno un video della suora che strillava "siete peccatori, tutti peccatori!" brandendo un crocifisso in mano.
In assenza di foto, mi limiterò a raccontarvi i momenti più divertenti. Ad ogni modo, online ci sono dei piccoli video che danno assaggi visivi in merito al circo degli orrori.

circo-degli-orroriEssendo uno spettacolo a tema horror, mi sono sentita autorizzata ad indossare il mio delizioso vestitino da scheletro. 

Sono andata lì con alcuni amici, anche loro vestiti in maniera un po' tetra, come di consueto. Mi ha accolta una mummia che mi ha poggiato una mano sulla spalla. D'istinto, interpretando quel gesto come un segno di benvenuto, le ho sorriso e le ho rivolto un amorevole "ciao". Quella, chissà perché,  si è allontanata con fare affranto.

Thelma, sventolandosi col suo ventaglio in pizzo nero, mi bisbigliava:
- Ma secondo te i mostri non ci cagano perché sembriamo parte dello staff?
In effetti, i numerosi mostri che vagavano nella penombra del circo in attesa che lo spettacolo cominciasse, sembravano impegnarsi a spaventare un po' tutti gli spettatori, tranne noi. Mi domando dove abbiamo sbagliato, forse c'era davvero qualcosa di scoraggiante nel nostro abbigliamento.

Ad ogni modo, qualche mostro è passato anche da noi. La mummia ci si è buttata addosso, un'infermiera ha cercato di accoltellarci, un tizio con una motosega ha tentato di segare le chiappe di un nostro amico, un tizio inquietante con un impermeabile mi ha chiesto dei popcorn e poi me li ha tirati addosso - malvagio! - e un mostro non meglio identificato, che aveva una specie di maschera con un grosso bernoccolo sulla fronte e una lanterna in mano, mi ha rubato il sacchetto dei popcorn. Per ridarmelo ha voluto un bacino sulla guancia, ma mentre stavo per baciarlo si è girato e il bacio gli è finito sulla bocca. Cioè, sulla bocca della maschera. Che mostro stronzo!

La suora era fantastica. Vagava seria seria con una croce in mano, ogni tanto si avvicinava a qualcuno che era sovrappensiero e gli strillava nelle orecchie. Pare che a qualcuno abbia urlato "siete dei peccatori, siete tutti dei peccatori!!"

Mi sono piaciuti molto i costumi, davvero ben curati. Il più bello di tutti era Satana, le cui corna erano davvero ben proporzionate e donavano alla sua sagoma in controluce un nonsochè di realistico, mi ricordava "il labirinto del fauno". Gli zoccoli gli davano un'andatura un po' caprina, chissà come erano fatte quelle scarpe. Un altro costume bellissimo era quello degli spettri che si son visti all'inizio, in pratica era un grande mantello scuro con tre teschi incappucciati, uno sulla testa e uno per ogni mano, e quindi si aveva la sensazione che ogni persona componesse tre spettri. Fighissimo!

Lo spettacolo era carino, anche se le gag umoristiche, a mio parere, erano un po' infantili. E' quel tipo di umorismo stile cacca-culo-pipì che a me non fa ridere. E poi c'era Nosferatu che insultava il pubblico. E tutti applaudivano. Ora, ci sta che un Nosferatu stia lì ad insultarci, va bene. Ma perché applaudire proprio per l'insulto?

Sono accadute anche un paio di cose disgustose. Nosferatu ha leccato la testa pelata di un tizio del pubblico. Proprio leccato, intensamente. Il clown assassino, invece, ha preso un tizio del pubblico, gli ha abbassato i pantaloni, gli ha infilato una siringa finta tra le chiappe e poi se l'è messa in bocca.. ehm, penso che a qualcuno sfugga la differenza tra horror e disgustoso. Svegliarsi nel cuore nella notte con uno scarafaggio gigante sulla tua testa è horror, leccare uno scarafaggio è solo disgustoso.

Molto belli i numeri delle contorsioniste possedute, degli zombie mangia fuoco e del boia che fa giochini strani col condannato a morte. Anche la sonnambula appesa al soffitto per i capelli non era male, ho davvero avuto paura per lei, non riuscivo a credere che fosse appesa per i capelli.

Poi c'era la tipa che lanciava i coltelli. Ha preso un tipo dal pubblico, gli ha messo un guinzaglio, lo ha fatto mettere a quattro zampe, lo ha fatto abbaiare, lo ha sculacciato, dopodiché lo ha bendato e ha finto di tirargli dei coltelli intorno. Non ho ancora deciso se è stato divertente oppure di cattivo gusto, se devo essere sincera.

Il tizio che c'era alla fine, un finto regista che doveva girare un film, era penoso secondo me. Ha pescato gente dal pubblico e gli ha fatto fare delle cose stupide - tipo cavalcare un cavallo finto o ballare il can can - fingendo di girare un film. Eh, e quindi?

Una cosa che non mi è piaciuta molto sono stati i riferimenti sessuali fatti male, sembravano le battute di Berlusconi e le trovo un po' patetiche e forzate. Se ci vuoi infilare le allusioni sessuali nell'horror, ok, ma fallo bene, non puoi limitarti a dare della pompinara ad una del pubblico o a dire che ti faresti l'infermiera assassina. Ma chi scrive questi testi crede davvero di essere divertente?

Tutto sommato, questo spettacolo era carino. Di certo avrebbe potuto essere migliore, però è sicuramente meglio di molta roba che c'è in giro. Inoltre ho trovato molto nobile da parte loro non nominare l'incidente avvenuto pochi giorni fa. In un contesto così grottesco sarebbe risultato irrispettoso nei confronti dei familiari, poco delicato.

Insomma, vi consiglio di andarci al Circo degli Orrori. Anche se ha un tipo di umorismo che personalmente trovo troppo stupido, tutto il resto è davvero meritevole, dai costumi alle scenografie, dalle luci alle atmosfere. E poi i mostri che ti infastidiscono all'inizio sono adorabili!

14/09/14

Cos'è questo Twoo?!

Un nuovo social network ha deciso di rendermi la vita impossibile: Twoo.
Ho aperto l'email e mi son ritrovata questo:
twoo-netlog-email-spam
Ehi, chi è stato ad iscriversi a quel social network con la mia email?! Qualcuno usa forse i miei contatti per zoccoleggiare? Poi ho visto il logo di netlog e ho intuito che, probabilmente, i miei dati erano stati presi da quel mio vecchio account netloghiano di quando ero ancora piccina, piena di sogni e di ottimismo nei confronti dei social.

Così ho fatto spallucce e ho cliccato su "Cancellati".
Non l'avessi mai fatto!! Ecco cosa mi è spuntato dopo:

twoo-netlog-email-spam
Cioè.. se ci penso mi parte un embolo.
Non solo mi iscrivono a questo coso senza nemmeno chiedermi il permesso, ma quando clicco su "cancellati", come se nulla fosse, cascano dal pero e mi dicono "Morgana, guarda, ho già la tua foto, i tuoi dati, il tuo orientamento sessuale, ma dimmi ancora una cosa..." Ancora una cosa, COSA?! C'hai rotto il cazzo!!
E allora dillo che non mi posso cancellare, dillo che mi devi iscrivere in ogni dannato social network di tua iniziativa, non darmi la pia illusione di potermi cancellare da questo sistema virulento di spam, olio, monologhi autocelebrativi o che so io. Splinder non avrebbe mai fatto una cosa del genere. Splinder non aveva nemmeno i Widget! Su splinder i link degli amici li dovevi mettere con l'html! AAAAAHH! Vi odio tutti!
*si getta dal balcone urlando*

Template per blogger fantasy con colibrì

Template fantasy per blogger gratuito.
Forse potrebbe servirvi per qualche blog di fanfiction. Io lo usavo come template per il mio blog personale. Non so, fate voi. Colori cangianti dal verde al viola, textures floreali e una mascotte speciale: l'uccello che porta gli utenti in alto nella pagina e, quando si arriva al footer, si posa dentro al nido.

Free blogger template, fantasy theme. Colors changing from purple to green, floral textures and a colored bird that leads users on the page top.

Caratteristiche:
  • Menù orizzontale fisso (i links vanno cambiati manualmente)
  • Template compatibile con l'editor di blogger, quindi facilmente personalizzabile.
  • Le immagini dei post si ridimensionano automaticamente e in modo proporzionale.
  • Sentitevi liberi di modificarlo come più vi piace, ma non rimuovete i credits.
  • Horizontal fixed menu (links must be changed manually)
  • Compatible with blogger layout editor, easily customizable.
  • Automatic resizing of post images.
  • Feel free to edit it as you like, but please don't remove credits.
blogger-template-free-fantasy
  • Fantasy template: demo
  • Fantasy template: download xml code + header

11/09/14

Castaway on the moon

Castaway on the moon è un film bellissimo perché non è la solita storia dell'isola deserta.
castaway-on-the-moon-film-Lee Hey-Jun
E' la storia di due persone.

09/09/14

Ehm.. in che senso?

Sono entrata sulla mia pagina facebook e mi è spuntata questa schermata:
facebook sta dando i numeri
Lì per lì son saltata dalla sedia. Non solo ho visto me messaggiare con l'altra me ma, cosa ancora più assurda, mi stavo facendo i complimenti!

Poi ho capito che erano dei commenti fittizi scritti da quel vecchio mattacchione di facebook come esempio per farmi capire qualcosa. E io non ho capito.  Perché mai dovrei parlare da sola?

04/09/14

Telefilm belli

telefilm belli
Io odio i telefilm, ok? Li odio perché, appena mi affeziono ai personaggi, è la fine. Devo vedere tutte le puntate, tutte le stagioni, e quando finisco di vedere tutto-tutto mi viene la sindrome da abbandono e mi sento triste, un po' come per i libri troppo corti.

Per questo li evito come la peste. Non ho visto Lost, non guardo "Il trono di spade", non ho visto "Sex and the city" eccetera. Ve li sento nominare continuamente ma sappiate che non funzionerà, non mi convincerete.

Alcune volte, invece, ha funzionato.

Per quanto possa valere l'opinione sui telefilm di una che li odia, vi riporto quelli che ho visto in ordine cronologico e che mi hanno tenuta incollata alle loro storie fino alla fine delle stagioni. Non intendo annoiarvi con le trame ma vi citerò per filo e per segno le parole delle persone che me li hanno consigliati. Se vi interessano le trame, andate su wikipedia. Questo blog non è un'enciclopedia, accidenti.

01/09/14

Oh Bollitore, perché sei tu, bollitore?

Questa sono io.
Il nido nel quale sprofondo, invece, è il bollitore, nonché la conoscenza più entusiasmante che io abbia fatto questa estate, insieme alla doccia tropicale.

Il bollitore è un oggetto concavo che spruzza acqua calda e che le persone si ostinano a chiamare "idromassaggio". Tra me e lui è stato amore a prima vista. Mi faceva sentire come una stella marina disidratata che viene buttata finalmente nell'acqua.

Ma ogni grande amore è destinato a finire, e anche quello tra me e il bollitore non fa eccezione: ci separano questioni geografiche e, soprattutto, economiche. Sigh. Ti penso sempre, Bolly.

Riguardavo queste foto perché agosto è finito, e la fine di agosto mi mette sempre un'ansia terribile. Preannuncia l'inizio della rottura di coglioni. E il freddo. E l'inverno. E tanto qui in Sicilia l'inverno ormai arriva a dicembre inoltrato, ma l'ultimo giorno di agosto è tipo un simbolo delle seccature imminenti.

30/08/14

La donna cervo

Questo è un quadro a quattro mani che ho fatto insieme a Marta Ferro alcuni mesi fa. Lei ha disegnato, perché preferisce la forma, e io ho dipinto, perché preferisco i colori.
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Riguardo alla scelta e allo sviluppo del contenuto, ci siamo influenzate a vicenda facendo proprie l'una le idee dell'altra e reinterpretandole a modo proprio. Mi piace un sacco fare le cose con persone che stimo artisticamente, si prova una soddisfazione diversa quando si tirano fuori delle cose belle attraverso il lavoro di squadra.
La foto è un po' storta, pardon, prima o poi mi impegnerò a farla dritta. Forse.

28/08/14

La coperta infrangibile

svegliarsi-col-sole
In certi periodi mi sento una coperta troppo stretta. Chi tira a destra, chi tira a sinistra e, per quanto io tenti di stirarmi, qualcuno rimane sempre con i piedi scoperti.

Molte volte è capitato che il mio io-coperta si restringesse all'inverosimile, forse per via del freddo. Ho suscitato la rabbia di alcuni, come se io non avessi alcun diritto di aver freddo a mia volta e di rimpicciolirmi. Se mi guardo indietro e rifletto, in effetti, tutte le persone a me care che mi hanno odiata con più o meno intensità, in maniera definitiva o meno, lo hanno fatto perché pensavano che non volessi più coprirli.

Chissà dove sbaglio, chissà perché così spesso vengo scambiata per una coperta infrangibile.

23/08/14

Icebucketchallenge : liberalizzare il silenzio

Più che l'ice bucket challenge in sé, mi ha colpita il video di Kledi Kadiu, il ballerino di Amici, in risposta alla sfida.
ice-bucket-challenge-icebucketchallenge-italia

La mia domanda è: che motivo c'è di fare i cagacazzi a tutti i costi? Cosa scatta nel cervello delle persone nel momento in cui devono trovare per forza il pelo nell'uovo e trasformarlo in una trave? Vi spiego:
  • Causa: ice bucket challenge diventa di interesse mondiale
  • Fatto: grazie all'icebucketchallenge, i fondi della ricerca sulla Sla sono aumentati di circa 40 miliardi di dollari.
  • Conseguenza: i malati di Sla potranno presto usufruire di nuove cure, e quindi stare meglio, forse guarire.
  • Pelo nell'uovo: chi ha aderito all'icebucketchallenge, forse, l'ha fatto per fare il buffone e per attirare l'attenzione sui social network.
  • Mia opinione: A' Kledi, torna a ballare con Maria e non ci rompere i coglioni.
Per chi non sapesse cos'è l'icebucketchallenge, si tratta di una specie di catena di Sant'Antonio in cui la gente deve tirarsi secchiate d'acqua ghiacciata in testa allo scopo di raccogliere fondi per la ricerca sulla Sla.

In pratica, Kledi si lamenta del fatto che "cani e porci" (parole sue) stiano approfittando di questa sfida mondiale per ottenere visibilità nei social network. A suo dire, è molto più utile donare dei soldi a favore della ricerca piuttosto che fare i buffoni su internet.

Kledi sembra ignorare che le donazioni per la ricerca sulla Sla siano aumentate in modo direttamente proporzionale al numero di "buffoni" che, questa estate, si son lanciati secchiate d'acqua ghiacciata in mondovisione.

Questa catena virale di donazioni non avrebbe mai riscosso così visibilità, se non fosse stata rivestita abilmente di buffonaggine. Perché a nessuno interessa soffermarsi a pensare sulle sventure che non ci colpiscono direttamente. Se io diventassi ricca, magari donerei dei soldi a qualche ente che si occupa del patrimonio artistico italiano, oppure alla ricerca per qualche malattia che mi riguarda più da vicino. Non mi verrebbe mai in mente di donar soldi alla ricerca sulla Sla, così come ad un orfanotrofio kambogiano. Chi ci pensa? Io non sapevo nemmeno cosa fosse la Sla, prima di tutto questo casino sui social.

Sapete chi ha inventato l'ice bucket challenge? Si chiama Pete Frates e, guarda caso, ha la Sla. Ciò non toglie nulla alla sua intelligente strategia virale né alla positività della sua causa. Ma dimostra che a nessuno interessa di ciò che gli è lontano. L'essere umano, per accendere la propria empatia nei confronti di terzi, per prestare attenzione a determinate cose che non lo riguardano, ha bisogno di una piccola spintarella.

E' davvero così importante il tipo di mezzo utilizzato per dare questa spintarella? Se il risultato è quello di raccattare 10 milioni di dollari in un giorno, vale davvero la pena di preoccuparsi del fatto che parte dei donatori in questione siano delle attention whore?

Kledi afferma, implicitamente, che è più importante il mezzo del fine.

Il pensiero di Kledi mi ha colpita. Come mi ha colpita la shitstorm mondiale dopo la morte di Robin Williams che si è concentrata in particolar modo sui social network della figlia di Robin, la quale ha deciso di cancellare i suoi account per non assistere a questo bordello.

La morte di Robin Williams è un altro esempio di come alcuni avvertano l'insostenibile necessità di rompere e coglioni e, in assenza di antagonisti contro i quali inveire, si accontentino di cercare il pelo nell'uovo e trasformarlo in trave.

  • Fatto: Robin Williams, attore di successo mondiale e probabilmente pieno di soldi, si ammazza.
  • Causa: Soffriva di depressione.
  • Conseguenza: A molti dispiace. Sinceramente oppure ipocritamente, lo ricordano, parlando di lui.
  • Pelo nell'uovo: Se uno è ricco e soffre di depressione, è un coglione. Se uno si dispiace per un ricco che soffre di depressione, perdipiù sconosciuto, è un coglione anche lui. 
  • Mia opinione: Ma cercare su google "depressione" prima di aprire bocca, è così difficile? Non è esattamente un "toh, oggi mi sento un po' triste, quasi quasi mi ammazzo."

Mi sembra molto saggio Wittgenstein quando afferma che "su ciò di cui non si può parlare, si deve tacere".

Spesso tengo il becco chiuso su internet in merito alle faccende di interesse mondiale. Non so, non mi fa impazzire essere parte di certi meccanismi stupidi che muovono il mondo da quando chiunque ha imparato ad usare il pc. Mi rendo conto che sui social la gente si sente in dovere di esprimere la propria opinione anche quando non ce l'ha, come se stare zitti fosse sbagliato, e quindi spesso raccatta informazioni a caso pur di dire qualcosa, oppure si limita ad assumere la posizione del bastian contrario tipicamente adolescenziale che, in bocca ad un adulto, risulta oltremodo grottesca.

Penso che bisognerebbe liberalizzare il silenzio. Tutti dovrebbero sentirsi in diritto di stare zitti, anche i più imbecilli. Tutti dovrebbero prendere coscienza che, quando non si ha nulla da dire, è meglio non dire nulla.

17/08/14

Il sacro infuso ai frutti rossi

Questo è il mio infuso più prezioso:
infuso-frutti-rossi

Me l'ha regalato M. e ha dentro un ricordo. Quando apro la scatolina di latta mi sembra di tornare tra le canne di bambù che scricchiolavano al vento, tra i pappagalli che volavano liberi e che lei mi indicava col naso all'insù. In quei giorni aveva spesso il broncio, M., ma era proprio un bel broncio, perchè passeggero. Che bella che era, avreste dovuto vederla.
La conosco da una decina d'anni ed è da allora che mi dice sempre:
- Sai, vorrei tanto avere i capelli rossi, però non li voglio tingere, sono così belli da naturali.
Io l'ho vista poche volte a distanza di anni, e tutte le volte i suoi capelli erano rossi. Non un rosso carota, ma un rosso leggero e lucente, non so. I suoi capelli sono un po' la sintesi delle nostre vite: l'impossibilità di vedere ciò che già abbiamo.

Bere questo infuso è così bello che non lo bevo mai. Non è solo paura di sciuparlo, è qualcosa di molto più contorto e che applico a tutte le cose buone che ho. Non è mai il momento giusto, ho sempre altro di più urgente da fare e, quando invece non devo fare nulla, trovo che la casa sia troppo disordinata e la bellezza del prezioso momento tra me e l'infuso si rovinerebbe a causa del brutto contesto. E' come se non mi sentissi all'altezza nemmeno di bere un infuso, è come se non fossi abbastanza nemmeno per potermi gustare un ricordo.

M. dice spesso che a scuola ci insegnano un sacco di roba inutile che non ci servirà mai a nulla e non ci insegnano una cosa di vitale importanza: imparare a stare bene e a volersi bene.

Poco fa avevo mal di testa, avevo un solo antidolorifico per farmelo passare, un sacco di roba da fare, la casa in disordine, la tavola piena di briciole. Frugavo nella dispensa a caccia di qualche tè mediamente scarso con cui accompagnare l'antidolorifico. Ho visto la scatolina gialla dell'infuso di M., l'ho aperto giusto per annusarlo. Una ventata di fiori e frutti è uscita dalla scatola. Delizioso, sublime. Quindi inadatto. L'ho richiuso e ho continuato la mia ricerca di tè medio scarsi da discount.

Poi ho pensato che sono proprio un'imbecille.
Ho pensato alla mia coinquilina che mi dice che dovrei darmi al volontariato, quando le spiego che non ritengo valga la pena cucinare solo per me stessa.
Ho pensato a mia madre che si affaccenda da mattina a sera per occuparsi di tutti quanti, eppure non osa nemmeno mettersi lo zucchero nel caffè, non perchè le piaccia amaro, ma perchè di certo non ne vale la pena.

Mai visto un momento peggiore di questo per bersi il sacro infuso di M., eppure l'ho bevuto. Sulla tavola sporca, col mal di testa, le palle girate, in pigiama, sudaticcia e incazzata, con mille cose da fare.
Questo infuso ce l'ho da un anno e mi sono permessa di berlo soltanto 2 volte. Questa è la terza. Faccio così con tutto.
Ci ho veramente rotto il cazzo.

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30/07/14

Trionfante riscatto


Ci insegnavano che bisogna trasformare il veleno in medicina. Ci insegnavano ad evolverci. Cercavano di inculcarci in ogni modo che dal letame nascono i fiori. Ad un certo punto te ne sei andata e sembrava quasi che non te ne importasse niente. E invece cosa hai fatto, nel frattempo?

Innalzarti nel piedistallo dei miei esempi, ecco cosa hai fatto, mentre ti affaccendavi per sbrogliare le faccende della tua esistenza. In realtà c'eri anche prima, sul mio piedistallo, ma quel giorno hai brillato con un garbo plateale. Un'eroina, sei stata. Affrontare  e sconfiggere è difficile, ma seminare, lasciar germogliare, raccogliere e sfoggiare è praticamente impossibile. Io non lo so se ce la farei, e io non lo so se gli altri hanno capito cosa hai fatto, se anche gli altri hanno avvertito quella sensazione di irrealtà che stava appesa nell'aria, quell'incredulità che è tipica di ogni lieto fine. Secondo me sì, li ho visti, e li ho amati per l'amore che provavano per te, li ho amati di riflesso.

Sai, ho sempre apprezzato la dignità degli elefanti. Quando iniziano a star male, si allontanano dal branco in modo da affrontare il dolore in perfetta solitudine. Ne son certa, se uno di quegli sventurati elefanti dovesse improvvisamente stare bene, tornerebbe nel branco e, di fronte alla gioia dei suoi simili, sai cosa farebbe? Sventolerebbe  uno schemino nel quale vengono illustrati i motivi per i quali si è momentaneamente assentato: magari per il clima atmosferico, per le bacche che doveva cercare chissà dove, e altre cose così. Un elefante ha troppa dignità per lasciare al suo branco anche solo il beneficio del dubbio che egli abbia sofferto.

Capisci il mio orgoglio?

Mi sento fortunata, molto fortunata ad avere accanto qualcuno che con le sue azioni tacitamente mi insegna, e brilla.

27/07/14

Elogio dei miei pantaloni

Anno nuovo, template nuovo. E finalmente ho eliminato quel maledetto uccello! Devo ancora sistemare qualche mio buffo errore, per esempio i link del footer che nemmeno si vedono. Nella mia testa sarebbero stati molto eleganti tutti in nero uguali al testo e avevo reputato irrilevante il fatto che a nessuno sarebbe mai venuto in mente che sono dei link. Brava, Morgana, brava.

Tra l'altro ho pure sbagliato a mettere i margini delle immagini dei post. E' che adesso non c'ho voglia. Sistemerò tutto prima o poi, si. La foto che ho usato per l'header è questa qui, me l'ha fatta Raffaele Franco qualche anno fa. In realtà intendevo metterci la faccia assolata, poi però inspiegabilmente mi è sembrato inopportuno spiaccicare la mia faccia lì, sopra ai post, a prendersi il sole. Chi si crede di essere? E siccome bisognava pur metterci qualcosa, ci ho messo i pantaloni e amen.

A proposito di pantaloni, voi l'avete mai visto il film "Volevo i pantaloni"? E' tratto dal libro omonimo che non ha mai destato il mio interesse, mi sapeva di femminismo fanatico e un po' ottuso. Non ritengo il femminismo ottuso di per sé, ma ogni cosa, se sfocia nel fanatismo, tende ad annoiarmi. Insomma, questo film mi ha turbata.

Ciò che mi ha veramente lasciata di stucco è il fatto che nel frattempo ero alle prese con Jane Austen e Orgoglio e Pregiudizio, ambientato nelle campagne inglesi dell'800, nel quale c'è una logica simile al contesto di "Volevo i pantaloni" in merito alla donna, la cui sessualità è considerata come una sorta di investimento. Infatti quando Lidia, la sorella della protagonista, scappa con l'ufficiale, tutti si disperano all'idea che probabilmente lui non la sposerà e la considerano perduta per sempre. Certo, non sfociano nella violenza e nelle umiliazioni psicofisiche tipiche dei siciliani, però la logica quella è. Ecco, mi ha turbata molto vedere che le dinamiche inglesi del 1800 non solo sono rimaste immutate nella Sicilia del 1980, ma son anche peggiori. Quindi, al di là della tecnologia e del progresso industriale, a livello sociologico siamo indietro di oltre 100 anni?

20/07/14

Amélie Nothomb, conferenze di leprotti e ansie da abbandono

amelie-nothomb

Amélie Nothomb mi fa incazzare. Scrive libri troppo brevi, non ho neanche il tempo di godermeli che loro già mi abbandonano. Così, all'improvviso, senza prepararmi, senza una fine vera e propria. Sono autobiografici, quindi è comprensibile che quelle storie non finiranno mai per davvero fino a che l'autrice continuerà a vivere, a pensare, a covare miriadi di elucubrazioni all'interno dei suoi cappelli orribili.

Ho cominciato "Stupore e tremori" l'altro ieri. Oggi mi sono accorta che lo spessore della carta tra le dita della mia mano destra si era fatto sottile in maniera allarmante. Ho controllato. Mancano tre pagine alla fine. Tre. E, credetemi, non sono mica stata due giorni incollata al libro divorandolo come se non ci fosse un domani, anzi. Visto che conosco i miei polli, l'ho centellinato per benino. Ieri penso di non averlo toccato affatto, il mio cazzeggio quotidiano l'ho impiegato nell'andare ad un workshop di danza contemporanea, straconvinta che un tale di nome Fernando Suels Mendoza, coreografo di fama internazionale, avrebbe tenuto una sorta di conferenza in merito all'espressione del corpo nella danza, o qualcosa del genere. Peccato che, arrivati lì, ci siam ritrovati in una situazione in stile Maria de Filippi: un gruppo di fanciulli sudaticci e agitati cercavano di seguire le movenze - piuttosto buffe, devo dire - di un tizio spagnolo che tentava di parlare inglese, saltellando da un lato all'altro del palchetto quasi fosse un leprotto sudaticcio. Ci siamo guardati in faccia con aria smarrita: M. era convinta che sarebbe stato uno spettacolo, V. ci aveva seguite assolutamente a caso e io mi aspettavo una specie di conferenza. Nessuno era stato minimamente sfiorato dall'idea che, in un workshop di danza, probabilmente, bisogna ballare. Ohibò.

In ogni caso, dicevo, non è colpa mia se i libri di Amélie Nothomb finiscono subito. Sono corti e basta. E mi fa incazzare, mi viene l'ansia da abbandono. Soffro. Ne ho un altro della stessa autrice, si chiama "Nè di Eva nè di Adamo", ma mi sembrerebbe davvero una brutta cosa ingoiarlo subito. Un po' come quando ordini una porzioncina di sushi in un ristorante giapponese stracaro e ti arrivano tre pezzetti in croce, come minimo bisogna mangiare un chicco di riso alla volta.

A proposito di ansia da abbandono, circa un mese fa ho iniziato a leggere la recherche di Proust. E' molto carino, è lunghissimo e non sono ancora arrivata neanche a metà del primo volume. Si tratta di sette volumi, ci ha messo 13 anni per scriverli. Sono indecisa se essere contenta o no. Da un lato mi sento davvero al sicuro perchè ho la sensazione che non mi abbandonerà mai. Proust c'è sempre, nella buona e nella cattiva sorte, puoi leggere altri libri nel frattempo ma lui ti aspetta e non finisce, non finisce mai. Dall'altro lato, mi domando quanto sarà straziante finirlo, dopo che ti ha tenuto compagnia per anni.

E' terribile. La fine di un libro di Amélie Nothomb è come la morte del tuo criceto, invece finire la recherche di Proust sarà come la morte del tuo cane. Non so se ho voglia di continuare a leggere.

Oltre a Amélie Nothomb e Proust, in questi giorni sto ascoltando l'audiolibro di "Orgoglio e pregiudizio" di Jane Austen. Se vi interessa potete trovarlo gratis qui. In pratica ho un sacco di pregiudizi in merito a questa autrice, la ritengo una scrittrice di harmony ottocentesca e l'ho sempre snobbata. Ma, visto che alcune mie amiche ne vanno matte, mi sembra opportuno leggerla, o quantomeno ascoltarla. E' gradevole finora, a tratti divertente. Non è male, anche se continua a sembrarmi davvero poco consistente.

A parte gli scherzi, comunque, Amélie Nothomb è veramente in gamba a scrivere.
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