Zucchero Nero
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27/11/13

E ora che cavolo mangio?

coniglioMerlino: E insomma, al buffet Morgana s'era riempita un piattone di carne e noi la guardavamo mangiare di gusto e sghighazzavamo, ed a un certo punto le abbiamo detto: "Morgà, ma tu lo sai cosa stai mangiando?" E lei ci ha risposto con nonchalance: "Ma certo, è coniglio. E' buonissimo!" e siamo rimasti scioccati.
Tutti: (mi guardano inorriditi)
Morg: Oh, sono buoni i conigli, che vi devo dire, io sono cresciuta in campagna, con i coniglietti scuoiati appesi in cucina a sgocciolar sangue. (abbasso lo sguardo) Sono un mostro.
Tutti: Ma no, non sei un mostro.
Tiziana: (con aria sprezzante) Secondo me invece sì.

Ho tre coinquiline. Una mangia continuamente carne, l'altra mangia tutto purchè sia fritto in diversi litri d'olio, l'altra mangia perlopiù zucchine e cavolo cappuccio.

La Santacroce, una delle mie scrittrici preferite, da un po' condivide video terribili per sensibilizzare i lettori in merito alle sofferenze che, con la nostra alimentazione, infliggiamo indirettamente agli animali. Il che sarebbe lodevole, di per sè. Ciò che mi inquieta è il suo modo di aggredire verbalmente i suoi lettori onnivori che, a suo dire, son parassiti, vigliacchi e mangiatori di cadaveri.

Una volta provavo una grande stima nei confronti dei vegani, trovavo che la loro scelta fosse coraggiosa e responsabile. Adesso non so. Da quando sono aumentati numericamente (e dunque si son sentiti in diritto di autoeleggersi portatori di verità assoluta), la mia stima ha iniziato a traballare, non tanto per l'arroganza di alcuni, quanto piuttosto per paradossi logici che rendono certi loro ideali un attimino annacquati. C'è una differenza enorme tra "io non voglio nutrirmi di questo perchè, per mia sensibilità, lo trovo ingiusto" e "nessuno deve nutrirsi di questo perchè, per natura, è un'azione gravissima e pari all'omicidio". In questa pagina di facebook, gli onnivori vengono offesi e considerati come bambini con gravi ritardi di comprendonio. Vabeh.

Sono in crisi di identità alimentare. Inizio a sentirmi in colpa anche quando stacco le foglie dal corpicino di Basil. L'altro giorno ho comprato un peperone rosso e l'ho mangiato crudo. Così. Domani proverò a mangiarmi un tavolo.

24/11/13

La tenacia del signor Basil

Ho una piantina di basilico di nome Basil. Quando l'ho comprata era fine estate e tutti mi hanno avvisata che avrebbe avuto vita breve. A quanto pare il basilico, d'inverno, muore. Ho fatto spallucce e ho pensato che, nel peggiore dei casi, il cadavere di Basil avrebbe avuto un lauto funerale sopra un piatto di spaghetti. Così, per ogni pietanza, andavo dalla mia piantina dal nome altisonante, le staccavo qualche foglia e mi stupivo di trovarla ancora viva.
Illustrazione di Katrina Conquista
Ho dimenticato di annaffiare Basil per settimane ed è appassito, allora gli ho offerto una bella tazza di tè - a dire il vero, solo il fondo - e il giorno dopo è risorto. Il suo vaso si è ricoperto di altre piante, ero curiosa di scoprire cosa fossero. Quando son diventate più alte di lui, sono arrivata alla conclusione che si trattava di erbacce.

La mia coinquilina sosteneva che Basil avesse la faccia un po' smorta proprio a causa di quelle erbacce che, a suo parere, gli stavano rubando il nutrimento. Mio padre mi raccomandava di non estirparle tutte in una volta, che magari gli stavan tenendo compagnia. Me ne son fregata e le ho estirpate. Eravam certi che Basil sarebbe morto di solitudine o, più probabilmente, a causa delle intemperie e del vento da cui forse lo proteggevano le altre erbacce. E invece siamo a novembre e Basil sta meglio di me. E' cazzuto, il signor Basil. Ci ho fatto un paio di talee nel tentativo di renderlo immortale.
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