Zucchero Nero
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16/09/13

Il cimitero dei sentimenti ammazzati

Il tempo passa, le lapidi si accumulano. Vorrei commemorare i rami defunti. In che modo gli atei commemorano i morti? Gli elefanti ne accarezzano le ossa. Io non ho ossa da accarezzare, perché i corpi dei miei morti sono vivi. Il cuore è solo un fragile albero la cui linfa vitale, per sua natura, nutre i suoi rami. Sia quelli rigogliosi e verdeggianti, sia quelli tumorali. Per questo è importante l'uso delle cesoie. Si tratta di sopravvivenza.

"E il fiume avaro è tornato alla foce. Radici e radici al crepuscolo crescono. Piena è la terra di ceneri spose. Piena è la terra di ceneri spose. Scoppiò la luna, e diventammo anime."


4 commenti:

  1. Io ho disseminato la vita di tanti morti. E i miei morti sono ancora vivi senza essere zombie. Ho anche disseminato la vita di tanti vivi, che mi guardano e mi sorridono. In certi momenti non sò perchè sono ancora vivi. Poi tutto si arresta perchè uno solo di quei morti diventa la chiave della realizzazione. La svolta della propria coscienza. La chiave dell'impermanenza delle cose. Dove tutto si realizza all'istante. Il soddisfacente ego assassino si sbriciola in tanti pezzettini portandosi dietro tutto di te. E nel solito specchio di sempre per la prima volta vedi che l'unico morto sei tu. Uno di quei morti è la causa di tutto questo. E' la luce della tua coscienza. L'amore perso nel buio. E desideri svegliarti accanto a quella luce. Per vivere raccattando le briciole. Per rimettere insieme un puzzle con i pezzi migliori di te. Per non uccidere più. Per non morire più.

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  2. E in tutto questo il cavaliere oscuro bestemmiò anche parecchio!

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