Zucchero Nero
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22/06/13

Gay Pride! Gay Pride! Gay Pride! Wiiiiiiiii

A Palermo c'è il Gay Pride, lo sapevi? Festaaaa!! Vieni anche tu, non ti ingrigire. E se sei un pochino omofobo vieni lo stesso, non fare lo sconzajocu, quest'anno ci vanno proprio cani e porci.
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Special Guest: Febo, il bue a forma di cane
Il Gay Pride del 2013 è favoloso, i primi giorni ero felice come una pasqua e molto, molto orgogliosa della mia città. Andavo in giro tutta pomposa al Pride Village come un galletto intirizzito e mi guardavo intorno inorgoglita, commossa, signori miei, commossa che questo posto di merda avesse sfornato una settimana intera di feste, danze, musica, mostre, eventi, film, letture e quant'altro. Non potete capire, voi che abitate fuori dalla Sicilia non potete capire cosa si prova a vedere un evento a Palermo che non solo fila liscio, non solo è spettacolare talmente è intriso di cultura e divertimento, ma addirittura è GIUSTO! Non è una festa religiosa del cazzo dedicata a qualche idolo della mitologia cristiana, molto pittoresca ma assolutamente inutile. E'.... giusto. L'unica volta che ho provato una sensazione simile è stato per la vittoria del referendum sul nucleare. Ma eravamo solo un mucchietto di persone e saltellavamo in piazza. Questo è.. è... è.

E se voi civili nordici credete che sia ormai passatista ed obsoleto dedicare una festa all'omosessualità, (perchè diciamocelo, qualsiasi persona normodotata a livello intellettivo non sarebbe minimamente interessata all'orientamento sessuale della gente, ciò che avviene dentro alle mutande delle persone non può essere di interesse nazionale) chiaramente non sapete in che stato di degrado mentale e culturale sia ridotto il sud. Giusto un mese fa, un ragazzo è stato preso a martellate perchè, in un internet point di Palermo, consultava un sito di incontri gay. Vabeh, questi sono casi estremi, noi siciliani non siamo tutti dei selvaggi per fortuna. MA. A dispetto di tutto questo, il Pride Village di Palermo è stato PIENO ZEPPO tutte le sere! Famiglie, bambini, gay, etero, morgane, cani, porci, c'erano TUTTI. Sono troppo felice.

So che una buona fetta di presenti erano lì perchè non aveva altro da fare, ma sono felice lo stesso. Perchè è così che si addomestica la gente! Ora vi spiego: cos'è normale? Ciò che la massa reputa comune, ciò che la massa è abituata a vedere nel quotidiano. E se, per 7 giorni, la massa sceglie di stare in un luogo dedicato all'omosessualità, anche solo per noia, sceglie di stare in mezzo ad allegre checche vedendosi spuntare qualche drag queen piumata di tanto in tanto, piano piano si abituerà. E lo considererà normale. L'omofobia si abbatterà, e tutti vivremo felici e contenti. Ah, che bello.
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Drag Queen piumata
Poi mi son cadute le palle a terra, quando ho saputo da dove provenivano i finanziamenti del Gay Pride e che il Comune ci ha messo solo il minimo sindacale. Ma questa è un'altra storia. Niente discorsi deprimenti oggi, mi raccomando andate al corteo, parte alle 17 dal Foro Italico. Per informazioni sugli eventi del Pride Village potete andare sul sito ufficiale e affrettatevi, perchè domenica si chiudono i battenti e Palermo tornerà ad essere la solita deprimente, bigotta, puzzolente solfa.

Ehi! Ecco cosa c'era di diverso al Pride Village rispetto alla Vucciria! Non puzzava di pesce marcio!

21/06/13

Desideri ingannevoli

Friedrich  Nietzsche, Così parlò Zarathustra

"Ti temo vicina, ti amo lontana; la tua fuga mi attira, il tuo cercarmi mi blocca: soffro, ma che cosa non ho sofferto volentieri per te! La cui freddezza accende, il cui odio seduce, la cui fuga lega, il cui sarcasmo commuove: chi non ti odierebbe, grande irretitrice, ammaliatrice, tentatrice, cercatrice, scopritrice? Chi non ti amerebbe, peccatrice innocente, impaziente, rapida come il vento, dagli occhi di bimba! Ove mi attiri ora, mostro e bambina selvaggia? E ora mi fuggi di nuovo, dolce preda ingrata!"
Friedrich  Nietzsche, Così parlò Zarathustra

Il paradosso più grande dell'umanità è questo bisogno ossessivo di ottenere l'impossibile, di desiderare unicamente ciò che sfugge. A nessuno importa di ciò che ha già. Nessuno vi presta attenzione. La natura ci ha progettati per una continua evoluzione, forse è per questo che tendiamo ad ignorare ciò che abbiamo e guardiamo sempre oltre. Che sia un animale, una persona, del cibo, uno stupido bicchiere d'acqua. A nessuno importa niente e quando poi scompare, diventa il nuovo idolo a cui votarsi, da desiderare e allo stesso tempo odiare a causa della sua assenza, questa assenza ingrata che non vuol riconoscere e premiare il nostro ardente desiderio. Schopenhauer diceva che la nostra rovina è il desiderio, che ci fa oscillare perennemente in due unici stati d'animo: il dolore per i desideri irrealizzati e la noia per quelli raggiunti.

Nel momento in cui si comprende questo, tutto diventa labile e ogni esigenza diventa un possibile tranello. Ci si accorge, all'improvviso, che il desiderio non sempre conduce verso qualcosa di cui realmente abbiamo necessità, ma talvolta al suo opposto. Sono convinta che valga la pena rincorrere qualcosa solo se essa sarà in grado di allietare in maniera permanente lo status di noia a cui torneremo dopo averla raggiunta.

11/06/13

Etimologia morganatica e i buffi enigmi della lingua

libro di storia
Ehi, sono su un libro di storia! Che diavolo significherà mai questo morganatico? Sembra un aggettivo, peraltro parecchio erroneo visto che tutto ciò che mi riguarda viene generalmente definito morganico e non morganatico. Da che mondo e mondo qualcuno osò morganizzare l'universo ancor prima della mia nascita?! Qui, miei cari, bisogna indagare. Inforchiamo le lenti di ingrandimento.

Pare, insomma, che l'aggettivo morganatico indicasse i matrimoni fatti a cazzo di cane. E fin lì ci siamo visto che, come ben sapete o forse no, l'idea del matrimonio provoca in me l'orticaria. Bravi, miei avi morgani, fin lì non vi siete sbagliati e rientrate ampiamente nella morganite cronica.

Ciò che mi perplime, suscitando in me forte angoscia, è l'etimologia dubbia del termine morganatico. Porcaputtana, in un romanzo di Marion Zummer Bradley avevo letto che l'etimologia di Morgana proviene dal celtico e significa letteralmente "donna che viene dal mare". Però, a questo punto inizio ad esser confusa. Morgen, mio dio, non posso provenire da un banale Morgen (mattino in tedesco). Eppure, non vi nascondo che il termine Morganaticum, nonostante il dizionario lo annoveri come vocabolo oscuro, lo trovo davvero spassoso.

Da cosa cazzo provengo?! Io pensavo di provenire dal mare!

Ah, il post di prima l'ho cancellato perché non trovo corretto sputare nel piatto su cui mangio. Non in pubblico, quantomeno.

02/06/13

La nobile arte di frantumarmi i coglioni

sailor-moon-bunny-arrabbiata
Io amo il silenzio. Infatti, sono perseguitata dall'inquinamento acustico. O, più precisamente, dai lavori in corso.

E' una condanna. In qualunque casa io mi trasferisca, ci saranno sempre dei trapani dietro al mio cranio impegnati a sgretolare i muri alle sette del mattino. Ma non è questione di traslochi o case di studenti perchè, quando vivevo con i miei, i vicini storici han deciso improvvisamente di ristrutturare l'intera casa. Vi ho mai raccontato di quella volta in cui i gentili muratori dei vicini hanno letteralmente bucato il muro della mia stanza? E non solo, si sono anche rifiutati di chiuderlo perchè prima dovevano finire i lavori, così avrebbero potuto riparare eventuali nuovi pertugi tutti insieme. Cosicchè, fino alla fine dei lavori, la mia privacy è andata completamente a puttane.

In un luogo civile sarebbero partite raffiche di denunce ma, nella mia amata Terronia, tutto è ciò che non è. Proprio come sarebbe accaduto nel regno di Alice, mio padre si limitò a chiedere gentilmente ai carpentieri di far un pochino di attenzione perchè va bene sbriciolare la stanza della sua figliola, ma se un pezzo di muro fosse caduto in testa al nonnino che dormiva nell'altra stanza, beh, avrebbe potuto essere letale. E, come un'impeccabile regina di cuori, mia madre cazziò mio padre perchè, a suo parere, era stato scortese con i muratori.

E insomma, fuggendo da quella casa le cose non sono migliorate, i lavori in corso hanno continuato a perseguitarmi anno dopo anno, stanza dopo stanza, trasloco dopo trasloco. Porcatroia, non pretendo mica un silenzio da chiesa, ma vi prego, VI PREGO, vorrei quantomeno non essere assordata. Sto chiedendo la luna? Ditemi, è chiedere la luna sperare di non essere assordati semplicemente esistendo?

Quest'anno, invece, niente trapani. Sarà colpa della crisi, non lo so, eppure quest'anno non mi hanno ancora trapanato nè martellato i coglioni.

Ma. C'è un ma.
La persecuzione non è mica finita qui.

Quest'anno c'è una nuova famiglia nel palazzo ad allietare le mie orecchie, composta da due (dico, due) bambine vispe ed urlacchianti, un padre assente (o forse parla invece di gridare, e quindi non lo sento) ed una madre cantante lirica. Cioè. Non è solo madre, dunque per antonomasia isterica, lamentosa e urlante. No, è anche una cantante lirica. Quindi le lagne materne sono intonate, ad alto volume e terribilmente drammatiche, con le pargole che urlacchiano in coro

Niente, non c'è verso. Sto pensando di traslocare in vucciria, così almeno sarò assordata per mia scelta e sarò l'artefice del mio destino avverso.

Disclaimer: Cara vicina cantante lirica, se mai dovessi leggere questo blog, sappi che io sono quell'anima pia con i capelli strani che abita sopra la tua testa, quella che cerca di dialogare col tuo gatto miagolando a sua volta. Sì, sono quell'anima pia che non fa rumori molesti, che non grida ma parla e che, nonostante tutto, non ha ancora fatto piovere lexotan sulla tua veranda. Vedi, come sono civile? E' bello essere civili! Perchè non provi anche tu?
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