Zucchero Nero
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25/04/13

D’ora in poi il mio nome è Giona


francesca woodman specchio
«Comunque, tu come ti chiami?»
 «Margherita», rispose la ragazza piccola.
 «Questo l’ho visto sulle cartoline. È un bel nome da brava bambina, ma ha tutta l’aria di essere quello che ti hanno imposto i tuoi genitori».
 «Non capisco».
 «Ne sai qualcosa di indiani? Non indiani dell’India, dico gli indiani pellerossa. La tribù dei Sioux, hai presente?»
 «Più o meno».
 «Allora ascolta. Cerca di ascoltare bene e di capire tutto, perché non ho voglia di spiegartelo due volte. Quando un Sioux nasceva, i suoi genitori gli davano una specie di nome provvisorio. Tanto per sapere come chiamarlo finché era piccolo, mi segui? Come Margherita. Ma quando diventava grande, e la sua natura si rivelava, lo sciamano della tribù lo osservava per un po’ di tempo e alla fine trovava il nome giusto per lui. Sai cos’è uno sciamano?»


 «Certo che lo so. Uno stregone».
 «Brava. Ma non era lo sciamano a scegliere il nome, era il nome a rivelarsi. Lo sciamano era soltanto un bravo osservatore. Capisci la differenza? Lo capisci che nessuno può decidere chi sei?» «Però a me
Margherita piace», disse la ragazza piccola.
 «Cristo. Dovrebbero studiarti all’università. Sei una pazza furiosa che si è appena squarciata le vene dei polsi, però almeno sei contenta di chiamarti Margherita».
 La ragazza piccola deglutì. Non le era chiaro se pazza furiosa fosse un insulto o un complimento. Poi la curiosità ebbe la meglio.
 «E tu come ti chiami?», chiese.
 «Giona», disse la ragazza grande.
 «Ma non è un nome da maschio?»
 «Questo non ha nessuna importanza».
 «Da quanto tempo ti chiami così?»
 «Da  adesso.  Da  due  secondi  fa.  Da  tre,  quattro,  cinque  secondi  fa.  Io  qui  presente,  sdraiata  sul pavimento nella stanza di Margherita, dichiaro che d’ora in poi il mio nome è Giona, e voglio essere chiamata Giona finché non cambio idea».
 «E prima come ti chiamavi, si può sapere?»
 «Non si può sapere, perché quel nome non esiste più».
 «Peccato», disse la ragazza piccola.

Tratto da "Sofia si veste sempre di nero" di Paolo Cognetti
Foto di Francesca Woodman

3 commenti:

  1. Nemmeno il tuo nome si è rivelato, hai hai scelto tu di chiamarti Morgana.

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    1. beh, poteva andarle peggio. poteva chiamarsi, chessò: "dio bestia". se conosci uno sciamano fagli causa

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  2. hai mica uno sciamano da presentarmi?

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