Zucchero Nero
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29/04/13

Premio narrativa Bergamo 2013: premonizione o imbroglio?

Complimenti vivissimi agli organizzatori del premio nazionale narrativa Bergamo 2013 che, a causa di un piccolo errore, hanno fatto una gran bella figura. I vincitori del premio avrebbero dovuto essere scelti da una giuria popolare il cui spoglio delle schede, secondo il regolamento, sarebbe avvenuto pubblicamente giorno 27 aprile. Purtroppo si son sbagliati e il vincitore è stato rivelato il 26 aprile.
Ehi, come facevate a sapere chi avrebbe vinto se le schede dovevano restare immacolate fino al 27?

28/04/13

Mangiare così tanto da vomitare

abbuffarsi
Ok, non parlo di bulimia, parlo di ingozzarsi come i tacchini farciti, talmente tanto che hai il cibo praticamente sulla gola e poi, ovviamente, vomitare il tutto unicamente per problemi di capienza. Vi è mai capitato? A me sì, l'altro giorno. Avevo già messo a dura prova il mio stomaco ingozzandomi senza scrupoli ogni santo giorno con la scusa di dover far mangiare ad una mia amica le cibarie tipiche della città, che alla fine tipiche non erano affatto visto che era vegetariana però vabeh, avevo la scusa lo stesso. Lei verdurine, io quintali di roba. E quindi la grande abbuffata dell'altro giorno, nella quale abbiamo iniziato a mangiare alle 11 del mattino e abbiamo finito alle 10 di sera, è stato il colpo di grazia per il mio povero stomaco già stressato. Cacchio, è una di quelle cose che si devono provare, nella vita.

26/04/13

La storia di Giona


elena kalis sott'acqua"Infine la ragazza torna dal luogo in cui era precipitata e decide di affrontare la cosa da persona adulta. In bagno si versa venti gocce di Lexotan direttamente sulla lingua. Apre l’acqua calda nella vasca e si concede una dose abbondante di bagnoschiuma. Porta una sedia dalla cucina e appoggia lì sopra le sigarette, l’accendino, il portacenere e la busta gialla. Poi si spoglia ed entra nella vasca.

Come ogni volta l’acqua bollente è uno shock, ma appena il Lexotan comincia a fare effetto è come sciogliersi, come se il corpo perdesse la sua durezza e tornasse una cosa morbida dentro una bolla. Quando raggiunge questo stato di grazia, la ragazza prende la busta gialla e strappa il bordo con un dito, poi estrae la lettera che contiene.

25/04/13

D’ora in poi il mio nome è Giona


francesca woodman specchio
«Comunque, tu come ti chiami?»
 «Margherita», rispose la ragazza piccola.
 «Questo l’ho visto sulle cartoline. È un bel nome da brava bambina, ma ha tutta l’aria di essere quello che ti hanno imposto i tuoi genitori».
 «Non capisco».
 «Ne sai qualcosa di indiani? Non indiani dell’India, dico gli indiani pellerossa. La tribù dei Sioux, hai presente?»
 «Più o meno».
 «Allora ascolta. Cerca di ascoltare bene e di capire tutto, perché non ho voglia di spiegartelo due volte. Quando un Sioux nasceva, i suoi genitori gli davano una specie di nome provvisorio. Tanto per sapere come chiamarlo finché era piccolo, mi segui? Come Margherita. Ma quando diventava grande, e la sua natura si rivelava, lo sciamano della tribù lo osservava per un po’ di tempo e alla fine trovava il nome giusto per lui. Sai cos’è uno sciamano?»

24/04/13

Natura morta

Chissà se anche il freddo della Russia ti si conficca nella schiena. Magari no, magari si limita a tagliarti la faccia mentre cammini per strada, la fetta di faccia che fuoriesce da cappelli e sciarpe.

Il freddo mi fa pensare ai coltelli, così come il grigiore del cielo settentrionale. Dall'altro lato, la gente del sud ha un nonsochè di tumefatto, è morta, siamo tutti morti che camminano, è come se il sole consumasse i cervelli, li facesse marcire, un po' come i frutti dimenticati fuori dal frigorifero. Siamo natura morta e facciamo gola soltanto alle mosche.



21/04/13

Quella roba che lacrimano gli alberi

Le canne di bambù scricchiolavano al vento. La giungla fittizia verdeggiava e verdeggiavano gruppi di uccelli esotici proprio in alto e noi col naso all'insù a studiarne i movimenti, quasi si trattasse di un miracolo, il vedere creature volanti che fossero verdi e non grigio piccione dalle zampe amputate. Eravamo sperduti nella giungla fittizia e t'incastonavi spesso in mezzo ai ficus, sembrava fossi fatta apposta per la concavità dei rami, disegnata su misura da un grafico eccentrico, una texture floreale sulle calze e dei capelli rossi, lunghissimi.

T'incastonavi in mezzo ai ficus e mi chiamavi, facciamo una foto ricordo, mi dicevi, e quel ragazzo che aveva la faccia di un pittore esordiente e si arrabbiava quando glielo dicevo, si arrabbiava tantissimo e sorrideva sempre, sorrideva sempre e tu di riflesso t'illuminavi quasi fossi accanto ad un sole. Sono felice, ripetevi, sono davvero felice.

Ma nell'albero del sughero c'erano due conigli, lo so che non li avete visti ma c'erano, e si affilavano i denti sul legno gommoso. Ma all'ingresso della giungla vendevano la manna, quella roba che lacrimano gli alberi, non so se hai presente, la chiamano manna. E' una roba tipica di qui e ho dimenticato di parlartene, ma te ne parlo adesso. E' una roba miracolosa che dicono risolva tutto. Un po' come la consapevolezza improvvisa, un po' come scoprire chi sei e cosa vuoi da te.

19/04/13

Anna Karenina, musichine pompose e l'adulterio giusto

Ho visto il film Anna Karenina. Sì, lo so, sono un mostro, avrei dovuto prima leggere il libro. Il fatto è che avevo comprato i due volumi di Tolstoj circa un secolo fa e ne ho perso uno. E mi son sempre detta: poi lo cerco. Vabeh.

Dicevo. Ho visto il film Anna Karenina, quello del 2012. Ma... è bellissimo! E' dello stesso regista di Orgoglio e pregiudizio, Joe Wright. Mi ha sorpresa il dinamismo della scenografia, è come se l'intera storia si svolgesse sul palco di un teatro e i paesaggi e le ambientazioni si susseguono con maestria. Si passa da una scena all'altra attraverso una porta che si chiude, oppure semplicemente un personaggio che si volta. In certi momenti risulta un po' confusa, però e bellissima. Per non parlare della colonna sonora, poi. C'è una musichina tutta pomposa ed elegante che però riprende vagamente delle melodie della musica tipicamente russa.

Ho visto altri film di Joe Wright, tipo Espiazione e Orgoglio e Pregiudizio, pare che sia fissato con quell'attrice, quella con i capelli castani, gli occhi belli e una tavola da surf al posto del seno. Non ho idea di come si chiami e non ho voglia di cercare su google, spiacente. La infila ovunque come il prezzemolo, un po' come fa Tim Burton con il vecchio Johnny Deep. Bravino, questo regista, le storie sono stucchevoli ma in fondo non è mica colpa del regista, sono grandi classici, Jane Austen è la regina della stucchevolezza per antonomasia, non ci puoi mica aggiungere il limone come nella glassa.

Come vi dicevo, non ho ancora letto il libro e conoscevo Anna Karenina soltanto sommariamente. Non so perchè ma ho sempre avuto dei pregiudizi a proposito di Tolstoj, cioè, intuivo che ci fosse del buono in lui, ma il fatto che si occupasse principalmente di storie d'amore mi lasciava pensare che fosse un pochino sempliciotto.

E invece no, porcatroia. E' un genio.

Ok, non posso esserne certa, visto che comunque è solo il film che ho visto. Ma a me, così, su due piedi, pare un genio. Non ho mai visto trattare il tema dell'adulterio con una maestria del genere, perfino Kundera nell'insostenibile leggerezza dell'essere non è arrivato a questi livelli, la caratterizzazione dei personaggi e le dinamiche della trama sono stupefacenti. In qualche modo, Anna Karenina, adultera e creatrice di scandalo, che pugnala senza pietà il suo buon marito, in questa storia risulta giusta. Tolstoj intreccia le vicende in un modo tale che Anna non potesse fare altrimenti, non avesse scelta, e facesse tutto il possibile per non fare del male a nessuno arrivando perfino a confessare al marito che era innamorata di un altro. Una tragedia greca in piena regola che risulta convincente, davvero convincente, gli eventi non sono forzati. Cioè, come ha fatto?

Complimenti, Tolstoj, sei uno stramaledetto genio. M'inchino.

18/04/13

Argomenti qualunquisti per implementare i guadagni del blog

irpef-aliquote
Io e i miei sporchi interessi economici
Io sono l'altro, ci piace pensare segretamente. Tendiamo a credere che gli altri provino ciò che proviamo noi, desiderino ciò che desideriamo noi e ambiscano ai nostri stessi obiettivi. Così, attribuiamo agli altri i nostri difetti e ci aspettiamo, anzi, esigiamo, che abbiano le nostre stesse qualità. In psicanalisi, credo si chiami proiezione del sè, ma non ne sono certa.

Così, io non comprendo chi è diverso da me e trae l'energia vitale da azioni, piaceri e obiettivi che disprezzo, un lavoratore non comprenderà l'ozio, un contadino non comprenderà l'estro artistico, un artista non comprenderà la semplicità del contadino, una persona onesta non comprenderà un disonesto, chi è assetato di fama e soldi non comprenderà coloro che conducono esistenze castranti pur di rimaner fedeli ai propri ideali, li considererà dei perdenti oppure cercherà di trovare dietro alle loro azioni dei fini materialisti.

16/04/13

Vabbè, ma allora suca



Io continuo con i miei tentativi di diffondere la faccenda dell'irpef eh, sappiate comunque che di fronte all'indifferenza generale stanno iniziando a cadermi le palle.

10/04/13

Crisi economica in Italia e IRPEF

irpef
Alcuni anni fa stavate bene? Non dico che sguazzavate nell'oro ma, perlomeno, avevate i soldi sufficienti per tirare a campare? E adesso, non ce li avete più. Perchè? Vi è mai sorto il dubbio che fosse cambiato qualcosa di importante?

07/04/13

Aprite la bocca


Benvenuti, questa è la mia guerra contro il suicidio dell'Italia. E giuro che vi dimostrerò dei fatti e non solo parole. Le parole sono la pistola, i fatti sono le pallottole.

Oggi prepareremo le pistole.

Pensate di essere impotenti di fronte alla crisi economica? Ne siete convinti? E invece no. Siete potenti, potentissimi. Ora ve lo dimostro.

Ce l'avete, una bocca? Sapete parlare? Sapete scrivere?
Grandioso. Avete tutto quello che vi serve.

La vostra bocca è l'arma più potente del mondo. Potete utilizzarla per mangiare, parlare a vanvera, tirare pompini o lamentarvi della vostra miseria. Oppure, potete usarla per sparare.

Ridete, ridete pure. Se continuerete a sottovalutare il potere di quest'arma, morirete come vermi, schiacciati da coloro che sanno usarla. Non spetta certo a me dirvi che il nocciolo della miseria sta proprio lì, nelle parole. Parole omesse, rigirate, usate con cura, con un'astuzia degna del migliore cecchino.

06/04/13

Ho un piano

Non è vero che sono impotente, non è vero che sono disarmata.
La mia arma è la parola.
ho un piano


Sì, datemi pure dell'utopica, dell'idealista e dell'ingenua. Non me ne frega un cazzo.

Non posso restarmene con le mani in mano mentre la gente intorno a me muore.
Non è possibile. Non più.
Tranquilli, non mi metterò a ballare la samba nuda in segno di protesta nè farò piovere sanguisughe in Parlamento. Nessun colpo di testa.
Ho un piano.

05/04/13

Discorsi di gran classe

gufo-gufetto
L'altro giorno stavo discutendo su facebook con alcune amiche a proposito di importanti questioni. E' venuta fuori una conversazione talmente elegante che ho sentito l'insostenibile esigenza di farvela leggere, ho chiesto alle mie amiche se potevo e mi hanno dato il permesso. Così, vi incollo la conversazione. I nomi saranno sostituiti con lettere dell'alfabeto assegnate per ordine di comparsa.


A: Non uccidetemi se vi scrivo in massa, ma ho una curiosità: voi trovate eccitanti le scene di sesso tra gay? E' solo una curiosità scientifica. Perchè a me stanno indifferenti, e mi chiedevo se stanno indifferenti a tutte le donne oppure no.
B: Quelle tra uomini indifferenti..quelle tra donne le trovo favolose.
A: Lol, sei la solita.
C: Non ho avuto molte occasioni di vedere scene di sesso tra uomini, forse ne ricordo una vista per curiosità, ma onestamente non mi ha fatto né caldo né freddo!

03/04/13

Lettera dalla dogana

Mi è arrivata una lettera buffissima dalla dogana. A quanto pare, la mia crema per il viso alla bava di lumaca proveniente dalla Corea del Sud ha destato sospetti alla dogana, l'hanno bloccata e mi hanno inviato il seguente documento da firmare:
Sono morta dal ridere. "Merce che potrebbe essere utilizzata per la pena di morte, la tortura o per altri trattamenti o pene crudeli, inumane o degradanti". Immagino scene in cui, dopo aver legato qualcuno, gli urlo: "Oh sì, brutto bastardo, taci e lecca questa bava di lumaca! Muhauhauhauha!"
Mah. Io ho firmato, eh, però questa faccenda mi puzza un pochino. Insomma, io ho ordinato una crema idratante, ma se questi decidono di mandarmi un gatto morto? Poi se la prendono con me per traffico illecito di carogne in decomposizione? Spero proprio di no.

Ho già acquistato alcuni cosmetici dalla Corea del Sud, come la B.B. cream o il rimedio per le occhiaie. Come vi dicevo mi trovo benissimo con i cosmetici di laggiù perchè sono di qualità altissima e non costano un cazzo. Ma è la prima volta che mi capitano seccature del genere.

Povera la mia cremina idratante, quante te ne stanno facendo passare.
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