Zucchero Nero
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03/01/13

La fine del mondo e la logica del fiabesco


Lo sconto al sito della Feltrinelli è terminato con il tramontare del 2012, l'anno della fine del mondo.
Nonostante la mia visione scientifica dell'universo, amo fingere con me stessa di credere a determinate stronzate allo scopo di dare alla mia esistenza un tocco di fiabesco in più.

Il lato negativo nel fingere di vivere in una fiaba è che spesso la gente ti prende sul serio. Per esempio, mentre spiegavo al Signor Smith che i segni nefasti del destino preannunciavano una sfiga imminente, mentre gli dicevo che se fosse stato perlomeno un gatto avrei potuto attribuirgli la colpa ma col suo status di cane, seppur nero, si parava il culo irrimediabilmente, Pasticcino smise di guardare la strada proprio come fanno nei film americani e, con le mani sul volante, tuonò: ma quanto la fai pesante, questa vita. Io e il cane ci girammo a guardarlo inorriditi, come se fosse uno che spiegava ad un asilo che Babbo Natale è solo un prodotto delle multinazionali. La nostra fiaba si spezzò e vissero tutti annoiati e scontenti. Fu una scena drammatica, come quando dicevo a Piccola Pio di esser gelosa del suo cane e lei si scusava, si scusava affermando che era costretta a dedicare più attenzioni al pargoletto peloso invece che a me, altrimenti la sua casa sarebbe stata distrutta. Era chiaramente un'assurdità, nessuna delle due pensava realmente ciò che aveva appena detto, ma il suo fidanzato mi guardò comunque in cagnesco, come fosse un cane anch'egli, e borbottò: quante paranoie che vi fate. Io e Piccola Pio raggelammo. D'altronde gli uomini non comprendono la logica del fiabesco, altrimenti ci sarebbero molti più principi azzurri in questo mondo.
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In Germania ci sono architetti che seguono la logica del fiabesco

Il 21 dicembre 2012, secondo la mia logica del fiabesco, intendevo passare la fine del mondo facendo qualcosa di significativo, come tracannare una birra facendomi passare tutta la vita davanti agli occhi. Così andai a birreggiare con un paio di cari amici e già pregustavo il melodramma. La fine del mondo, passeremo la fine del mondo insieme! Esclamai. Uno di loro mi disse: guarda che la fine del mondo era alle undici di questa mattina. Dannazione! Cercai di ricordarmi cosa stavo facendo a quell'ora, sperando quantomeno in qualche bel sogno. No, stavo passando l'aspirapolvere in corridoio. Ho passato la fine del mondo ad aspirare peli di cane.
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E voi, cosa facevate durante la fine del mondo?
Ora arriverà l'uomo di turno a dirmi che il mondo in realtà non è finito. Mio dio, quanto siete noiosi.

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