Zucchero Nero
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27/10/12

Non tutte le ciambelle vengono col buco


Sto bene, tutti intorno a me stanno bene e per il momento nessuna particolare tragedia affligge la mia esistenza. Sono scomparsa perchè per ero impegnatissima a concludere la tesi, ciò che avevo fatto risultava insufficiente e per questioni di tempo/burocrazia/impegni dei modelli/location ho dovuto abbandonare il progetto che avevo cominciato e rattopparne un altro a casaccio che è risultato una vera merda, cosa che naturalmente ho saputo il giorno stesso della presentazione della tesi visto che mi son ritrovata a collaborare con gente affetta da morganite molto più cronica della mia.
cane barboncino villa trabia non tutte le ciambelle vengono col buco

Mi son laureata lo stesso con 106 perchè avevo una media troppo alta per esser cacciata via con calcio accademico, ma per me è stato un fallimento cosmico. Io ci tenevo a fare un buon lavoro. Non ho più avuto il coraggio di fare nulla di creativo e sono rimasta in un angolo per un pò a ripetermi che sono un'inetta incompetente, ad ingozzarmi di cibo e libri, a trangugiare passivamente caffè macchiati al bar e a guardare Un medico in famiglia constatando che Maria non avrebbe mai fallito come ho fallito io. Però vabeh, ora basta. Non tutte le ciambelle vengono col buco, no? E non è il caso di farne una tragedia, disse Morgana brandendo la spada di Yukio Mishima.

Devo dire che mi mette allegria deprimermi per un episodio reale e non perchè schiava di squilibri biochimici che fanno a pugni nel mio cervello. Anzi, ne sono proprio felice. Ci pensavo l'altro giorno mentre tracannavo passivamente uno dei miei caffè macchiati. In fondo potermi deprimere per eventi esterni è tutto quello che ho sempre sognato, perchè l'esterno è transitorio e risolvibile e invece nell'interno sei costretta a viverci. Magari potessi fare le valigie e traslocare via da me. Bene. Tutto sommato, va a gonfie vele. Con questa nuova consapevolezza ho amato il mio caffè, il barista che me l'aveva preparato, il bar sul quale poggiavo le chiappe e perfino il pavimento che il signor Smith stava ripulendo dalle briciole come una vecchia aspirapolvere pelosa, oh sì, sia benedetta la mia esistenza.

Ci sono alcune cose che vorrei fare e che ho sempre accantonato con la scusa dello studio, in realtà l'ansia da prestazione rende ogni mio progetto tale e quale ai sogni di Oblomov. Liberarmi dell'ansia da prestazione sarà quindi il mio obiettivo numero uno. L'obiettivo numero due è quello di ristabilire il mio bioritmo, non posso far la vita da vampiro e pretendere che la mia mente sia vispa e attiva quando serve. L'obiettivo numero tre è quello di riappropriarmi della mia identità e delle mie priorità, cose che mi sono un pò sfuggite negli ultimi tempi perchè a furia di non fidarmi di me stessa finisco sempre per pensare che devo diventare chi gli altri vogliono che io sia e che devo volere ciò che gli altri vogliono che io voglia. No no, non ci siamo. Sembra un discorso sconclusionato, in realtà per me è perfettamente logico.

Al lavoro, Morghy.

17/10/12

Il limbo dei sogni


Dove sei finita, le chiedevano tutti. Eppure lei era lì, ma in realtà non c'era. Non so bene spiegare cosa le passasse per la testa, perchè lei stessa non era chiara. Tentava di abortire ogni pensiero sul nascere in quanto non voleva creare problemi, di problemi ce n'erano già tanti, non aveva alcuna intenzione di aggiungerne di nuovi. E di una cosa era certa: pensare creava problemi. Tutti si impegnavano a creare problemi sempre più creativi e lei, esasperata, se ne stava buona buona in silenzio e si impegnava a non pensare. La sua mente era una tigre in gabbia che ruggiva e ruggiva e ruggiva. Hai ben poco da ruggire, cara mia, diceva alla sua mente, tu te ne stai quì buona buona in silenzio, non vorrai creare altri problemi?

Dove sei finita, le chiedevano tutti. Lei era lì, ma in realtà non c'era. E sapete dov'era? Un pò dappertutto. Era in un pugnetto di sabbia rimasto nel fondo dello zaino dall'estate prima. Era in un numero di telefono da chiamare che però si era perso da qualche parte, forse sotto al letto. Era in un libro ancora impacchettato che avrebbe letto con una sua amica dopo la laurea. Era sui fili di un discorso talmente aggrovigliati che li aveva lasciati in un angolo a prender polvere.

Il limbo dei sogni è un luogo perfetto nel quale ogni tigre può correre libera.


09/10/12

Come fare a trovare lavoro in uno zoo

tigre-cucciolo-lavorare-in-uno-zoo
Stare a stretto contatto con gli animali è il tuo più grande sogno? Hai mai pensato di trovare lavoro in uno zoo o in un acquario? Le figure professionali ricercate nei parchi sono moltissime. Per esempio, potresti candidarti come addetto agli animali, animatore, giardiniere, commesso nei negozi, chef, cameriere, assistente bagnanti, addetto all'ospitalità, sicurezza, personale d'ufficio e molto altro. Non sai come fare? E' più semplice di quanto pensi. Ecco alcuni suggerimenti.

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