Zucchero Nero
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06/06/12

Una marina di libri ha un logo bellissimo

lecca lecca a forma di cuore
"Una marina di libri" ha un logo bellissimo e un nome inadatto. Dove vai stasera? Mah, vado adunamarinadilibri. Finisci di pronunciarlo ed è già l'alba. Per abbreviare potremmo chiamarlo Adunama. Spero che chi ha inventato il nome non si occupi di poesie, altrimenti siamo alla frutta.

Adunamarinadilibri ci sono andata una serata di sfuggita e pensavo di tornarci anche il giorno successivo, avevo letto nel programma che ci sarebbe stata Anna Li Vigni, una scrittrice bravissima, sconosciuta e sottovalutata che ha avuto la sfiga di non pubblicare con case editrici strafamose e per questo è finita nell'oblio. E' anche a causa sua che guardo con disappunto le bancarelle delle case editrici locali. Volevo andar lì ad osannarla ma a Palermo hanno l'accortezza di organizzare gli eventi tutti contemporaneamente. Visto che non ho il dono dell'onnipresenza e urgeva molto di più trovare nuove vittime per le foto, ho lasciato perdere e sono andata al cosplay.

Sono felice che ci sia questo festival del libro, è alla terza edizione e promette bene. E' la prova che anche a Palermo è possibile fare qualcosa di interessante. Un paio di cose che mi hanno colpita:



  • L'ammasso di gente spiaccicata come sardine a vedere i Marta sui Tubi. Io pensavo che non se li cagasse nessuno, spesso li definiscono "finti intellettuali".
  •  Le stampe di grafica d'arte fatte dagli studenti dell'Accademia, quei libretti piegati in modo strano sono fantastici. 
  • Dei tipi di una bancarella che mi hanno chiesto come mi chiamo, quanti anni ho, cosa studio, che musica ascolto, come si chiama il colore del mio smalto, qual'è l'ultimo libro che ho letto, qual'è il penultimo libro che ho letto. Vendere libri dev'essere molto difficile al giorno d'oggi.
  • Certe cose orripilanti spacciate per arte. Alcune cose erano molto belle, altre.. beh, se vengono esposte certe cose, ci credo che tutti pensino che l'arte contemporanea sia insignificante.
  • Le sculture esposte erano fatte tutte con lo stesso calco. C'erano questi omini impalati in svariati modi, ma la forma era identica. Mi sono piaciute, ma è più forte di me chiedermi se l'artista cercava di risparmiare tempo e soldi. Non posso biasimarlo, coi tempi che corrono.

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