Zucchero Nero
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02/02/12

Strategie di annientamento del cattivo umore

Appena riemersa dal caos sbuffavo pensando agli oggetti smarriti. Tu ridevi. Cioè, non vedevo la tua faccia in quel momento, ma sono certa che ridevi. Ho dato un paio di ultime bracciate nel disordine, poi ho chiuso la porta. Avrei voluto lavarmi via dalla faccia quell'espressione allarmata che ero certa di avere ma non ci sono riuscita. Ero tutta confusa per via di un nonsochè che avevo perso e non avevo il tempo di cercare. Mi passavi la macchina fotografica seminando sorrisi. C'era una roba bianca che faceva capolino da dentro la custodia, ho pensato fosse uno scontrino, la lista della spesa o qualcosa di irrilevante finito lì per sbaglio. Sono un disastro, mi son detta. Il pavimento era reso appiccicoso dai miei sensi di colpa, ci ho messo impegno per non sprofondarci dentro. Sono andata via incazzata nera con me stessa. Dopo alcuni giorni ho rivisto spuntare quell'odioso pezzo di carta bianco dalla custodia. Simbolo della mia negligenza, del disordine, della distrazione, degli oggetti che sposto senza rendermene conto. Ora lo distruggo, ho pensato. L'ho tirato fuori. Era un sorriso che ci avevi infilato dentro di nascosto.

4 commenti:

  1. odiarsi, a volte, per non saper ricevere neanche un sorriso. eppure ci sforziamo di convincerci che siamo lastricati di buone intenzioni. come mettere un pò in ordine la camera, ad esempio.

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  2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  3. ...non vorrei più di quello che ora ho. I sorrisi che nascono spontanei senza maschere posticce di apparente felicità. Il sorriso è dentro l'anima..prima o poi lo si scopre, se ne abusa e lo si offre. A me è stato dato....

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