Zucchero Nero
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05/02/12

La caducità del sangue di zanzara

Non sono ebete. E' che mi disegnano così.

Cogito ergo sum. La mia impellente necessità di assicurarmi l'esistenza per il futuro attraverso la pubblicazione programmata è andata a farsi fottere. (traduzione da morgano a italiano: mi si è scaricato il blog e non ho avuto voglia di ricaricarlo). Gli Umpa Lumpa tirano un sospiro di sollievo.  E così ho postato a singhiozzo giusto per gli eventi veramente importanti, tipo la chiusura di Megavideo. Ora ho messo alcuni post in coda e dovrebbero bastare per un pò di tempo. Vi ho riservato una chicca speciale: il tutorial che spiega passo passo come farsi i capelli bianchi, scritto dal nostro esperto dai capelli blu. Per il resto poca roba. Attendo nel frattempo di esser colpita da una gran voglia di blaterare a vanvera per continuare a sollazzarvi, cosa che secondo i miei piani dovrebbe accadere se consideriamo che mi aspettano raffiche di esami e, quando devo studiare, il mio cervello generalmente ciarla di futilità, più o meno in questo modo: oh, il capitolo del rinascimento in Italia, che sarà mai quella macchiolina sul muro, una zanzara spiaccicata forse? Chissà quanto ci mette il sangue di zanzara a decomporsi. Ma si decomporrà veramente? Se le pitture rupestri del paleolitico esistono ancora, è possibile che il sangue di zanzara rimanga per sempre su quel muro, ma quel muro reggerà mai per milioni di anni? Ho sentito dire che il cemento armato dopo sessant'anni si sbriciola. E così via.

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