Zucchero Nero
PortfolioArteLibriDiarioContatti

27/12/11

L'identità


identita
Foto di Angela Bacon

E se gli capitasse di perdere quell'unico essere che lo lega al resto dell'umanità? Non pensava alla morte di Chantal, ma a qualcosa di più sottile, di inafferrabile, la cui prospettiva lo tormentava già da un bel pò: pensava che un giorno avrebbe potuto non riconoscerla più, che un giorno si sarebbe accorto che Chantal non era la sua Chantal con cui aveva vissuto, bensì la donna che sulla spiaggia aveva scambiato per lei; che la certezza rappresentata per lui da Chantal si sarebbe rivelata illusoria, e che lei gli sarebbe diventata indifferente come chiunque altro.

Chantal mise una mano sopra la sua: <<Che cos'hai? Sei di nuovo triste. Da qualche giorno ho notato che sei triste. Che cosa c'è?>>
<<Niente. Proprio niente.>>
<<E invece sì. Dai, che cos'è che ti rende così triste?>>
<<Ho immaginato che tu eri un'altra.>>
<<In che senso?>>
<<Che eri diversa da come t'immagino io. Che mi ero ingannato sulla tua identità.>>
<<Non capisco.>>
Lui pensava ad una pila di reggiseni. Un ridicolo, triste mucchietto di reggiseni. Ma ecco che attraverso quella visione riaffiorava il vero volto di Chantal seduta di fronte a lui. Sentiva il contatto della sua mano, e l'impressione di avere davanti a sè un estraneo o un traditore si andava rapidamente cancellando. Le sorrise: <<Lascia perdere. Fa' conto che non abbia detto niente>>.

Tratto da "L'identità" di Milan Kundera

2 commenti:

  1. ma ti è piaciuto questo libro? a me ha lasciato un po' così .n.

    RispondiElimina
  2. si, mi è piaciuto molto. è l'unico libro di Kundera che non mi ha lasciato l'amaro in bocca :)

    RispondiElimina

Template and contents © Zucchero Nero • Powered by Blogger