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30/12/11

La prigionia della dualità

Foto di Angela Bacon
Sino a quando rimarrete prigionieri del mondo delle dualità, sarete asserviti al desiderio del loro aspetto felice alla paura del loro aspetto doloroso. È un vicolo cieco. Il cammino consiste nella scoperta dell'energia nella sua forma non ancora divisa in polarità contrarie: unicamente la potenza della vita. Se non avete più paura di voi stessi, se voi siete fedeli a voi stessi per quello che siete ogni giorno, potete scoprire in voi la vita non duale.[...]

Quando avrete potuto scoprire in voi uno stato dell'essere senza conflitto, saprete che la realtà ultima è al di qua della polarità. Più avete paura della ricchezza, della pienezza, della potenza della vita, più diventate schiavi della testa e dei pensieri. La mente è essenzialmente il frutto di questa paura di vivere. Vi rifugiate in un mondo di idee perché in tale mondo soggettivo potete fare quello che volete. I pensieri corrispondono a nostre tendenze ripetitive che possiamo indefinitamente rimuginare. Più si vive meno si pensa, più si pensa meno si vive. E coloro che sono assillati dalle fantasie della mente, tagliati fuori dalla realtà, possono intendere anche questo messaggio: l'importante non è pensare, l'importante è sentire.[...]

Che siamo uomini o donne, meno osiamo vivere e sentire, e più ci rifugiamo nell'aspetto maschile dell'esistenza e cerchiamo di agire, di fare qualche cosa, di fare sempre qualche cosa; è il contrario della meditazione, della contemplazione, la nevrosi dell'attivismo. [...] Più privilegiate l'aspetto maschile sull'aspetto femminile, più vi impedite di sentire e vi condannate a pensare. Ma i valori maschili dell'attività hanno qualcosa di rassicurante, fosse pure in maniera nevrotica. Mentre i valori femminili, detti di apertura, hanno una dimensione in qualche modo spaventosa. A che mi aprirò? I valori della recettività e dell'accoglienza sembrano pericolosi! E se mi apro a ciò che si esprime in me stesso è altrettanto pericoloso. [...] Vivere significa fare spazio il più presto possibile e nel modo più completo possibile ai valori femminili, e domandarci che senso diamo noi alla parola 'apertura'. Sviluppare i valori femminili della ricettività e dell'accettazione significa svilupparli in tutti i modi. Consiste nel non proteggersi più.

Tratto da "L'audacia di vivere", Arnaud Desjardins

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