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16/11/11

Lee Il-Ho e la spiaggia incantata

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“Le opere riflettono la mia curiosità nei confronti del mondo. In fondo, nonostante tutte le implicazioni teoriche presenti nell'estetica e nella storia dell'arte, si può dire che ogni opera  d'arte comunichi l'immaginario del suo autore. Le mie sculture sono indicazioni della sensualità che è parte della vita di ogni individuo. Si posizionano fuori dal tempo, in un momento di eternità e di estraneità. E' come bloccare la scena di un film in un fermo immagine. Come in Sodoma e Gomorra,  dove i personaggi diventano staute di sabbia.

L’oceano mi ha sempre colpito per la grande e malinconica bellezza racchiusa nella profondità delle sua acque. Ho sempre amato osservare il tramonto sul mare e mi piacerebbe stare vicino all’oceano fino alla fine dei miei giorni. Quindi ho comprato una piccola parte dell’isola e ci ho costruito una casa dove abitare. In seguito ho installato alcune opere nel giardino, una alla volta. Qualcuno, dopo averle viste, ha iniziato a parlarne come di una spiaggia pittoresca con sculture che non potevano essere viste in nessun’altro luogo." Lee Il-Ho 이일호

L'isola di cui parla lo scultore è Mo, nella Corea del Sud, vicino alla capitale Seul. Il parco delle sculture, detto Baemigumi, è un luogo incantevole e rappresenta un'ambita meta turistica. Al suo interno vi sono state girate numerose scene di "Time" del regista sudcoreano Kim Ki-Duk, un film che consiglio di vedere. Affronta i temi della perdita d'identità, dell'abitudine legata al tempo, dell'invisibilità, a volte richiama Ferro 3. Nonostante altri amanti dei film di Kim Ki-Duk ritengano che questo film non sia dei migliori, a me ha turbato parecchio e per quanto mi riguarda è tra i miei preferiti del regista, ma credo sia soggettivo e dipenda dal mio strano rapporto col tempo. So che non c'entra molto, ma "Time" mi ha fatto pensare a "Identità" di Kundera.

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