Zucchero Nero
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13/08/11

Repulisti

caos
Sono appena tornata a casa ed ho una voglia disperata di ordine. E' l'una e mezza. Beh, pulizie notturne, che importa. Inizio a smistare le colline di vestiti puliti che si ergono su ogni sedia. E' arrivato il momento di aggiustare il cassetto rotto. Potere della colla artiglio, vieni a me! Passo al pavimento. Scarpe dappertutto, Kafka sotto al letto, qualche calzino sporco, Virginia Woolf e piogge di biancheria intima. Signora lavatrice, sei pronta a digerire i miei calzini? Ok. Vediamo un pò. La roba sulla scrivania la butto tutta, si, tanto si tratta di penne che non scrivono, block notes con infinite liste di cose da fare non fatte e cenere e scontrini e pacchetti di sigarette vuoti. Toh, il mio bicchiere sciccoso. Ecco dov'eri finito. Ecco le cuffie di M., aspetta un attimo che le provo. Accidenti, ne funziona una sola. Dove sarà finito il portafoglio? Lancio un'occhiata affranta alla montagna di libri sul comò. Sarà certamente là sotto. Del resto contiene solo la tessera sanitaria scaduta e la raccolta punti del ristorante cinese, posso anche lasciarlo fermentare, suppongo. Sniff sniff. C'è odore di frutta andata a male. Sono quasi certa di aver scordato in qualche angolo un nocciolo di pesca, vabeh, verrà fuori prima o poi. Toh, il sacchetto del trasloco della casa numero quattro. Vediamo un pò cosa c'è dentro. Un caricabatterie di origini non identificate, filo da pesca, la ricevuta di quando mi hanno riparato il pc, il vecchio piano di studi, il cellulare rotto. Smonto il cellulare rotto e penso che potrei incollare i pezzi da qualche parte. Oh, la crema per i geloni, da quanto tempo non la vedo! Muble. Un rasoio maschile. Napisan. Una valanga di biglietti di metro, aerei, autobus e non so che altro. Li ammucchio in un angolo insieme al papier d'arménie. C'è una lettera, vediamo un pò. Inizio a leggere, non riconosco la grafia. Giri di parole melensi, da diabete. Sollevo il sopracciglio destro. Chi sarà? Arrivo alla fine, leggo la firma e mi ricordo. Vabeh. Burrocacao scaduto. Altra lista di cose da fare non fatte. Tre e dico tre pacchetti di fazzoletti. Certo che se il gatto la piantasse di giocare col filo da pesca. Un accendino funzionante. Puntine da disegno. La spatola per pulire il silk epil. Ehi! Il filo elettrico verde! Ecco dov'era finito! Questo è un ritrovamento davvero interessante. Chissà se il rasoio per uomo è usato, e da chi? Boh. Per sicurezza lo butto. Oh, una trousse! Me l'aveva regalata D. alcuni natali fa. Quante scoperte interessanti. Non oso immaginare cosa troverò dentro ai cassetti. Gatto piantala di giocare con i biglietti aerei. Chissà se la colla nel cassetto rotto ha già fatto presa. Dovrei staccare tutte quelle stronzate che ho incollato sull'armadio. Dove diavolo si è ficcato il nocciolo di pesca? Questa abatjour rotta è esasperante, ogni volta che la accendo mi acceca. Ora ci metto un tubo di patatine alla paprika sopra così la pianta di accecarmi, mi auguro che non prenda fuoco. Non mi piacciono le patatine, ma M. le adora e quindi volevo capire cosa provava. In effetti è esaltante, però erano una sottomarca e mi sono rimaste sullo stomaco. E mi è rimasto questo tubo. Duchamp, guarda che fighe le chips luminose! Guardami, guardami, Duchamp! Ok, la pianto.

2 commenti:

  1. anch'io a volte ho i raptus di ordine. è più inquietante di quando lascio marcire la mia stanza per mesi.

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  2. ultimamente i miei raptus durano al massimo mezzora, infatti non riesco mai ad ordinare tutto. ci vorrebbe una giornata per mettere a posto quella discarica.

    tu eri quella che usava il letto come armadio *_*

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