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25/07/11

Vicky Allan, Occhi di gatto

gatto albino
Mi volsi subito verso sinistra e il mio sguardo si perse in un paio di occhi di gatto. Purrl era seduta in cima ad una sedia di vimini posta in un angolo della stanza, composta ed  elegante come una statua egizia. Appariva un po’ deperita, ma dotata di una pelliccia di un bianco purissimo e di  raggelanti occhi  rosa. Le orecchie grandi e triangolari rivelavano la sua origine orientale e probabilmente lo era, probabilmente di razza. Ma era anche quella cosa rarissima, un albino puro, di un bianco  senza pigmenti.
Vicky Allan, Occhi di gatto

Vicky Allan è una veterinaria. Ha scritto un unico libro, "Occhi di gatto". L'ho letto una decina di anni fa, secondo me non è esattamente un gran libro, nonostante mi sia piaciuto molto. Dovrebbe essere una specie di noir e per quel che mi ricordo penso faccia parte di quelli che io definisco "libri di intrattenimento".  Mi rendo conto che sembra una contraddizione dire che un libro mi è piaciuto molto ma non lo ritengo un granchè, eppure non è così. "L'isola del tempo perso" di Silvana Gandolfi mi fa sciogliere per esempio, ma mi rendo conto che si tratta solo di una storia che mi sta a cuore e non di un capolavoro della letteratura. C'è differenza tra l'irrazionale e il razionale, credo.

Comunque, mettendo da parte le mie seghe mentali, consiglio questo libro a tutti coloro che amano i gatti. Come al solito la copertina non c'entra una minchia. Infatti il fulcro di questo libro è Purrl, una gatta albina. Tutta bianca. Con gli occhi rossi. Bellissima. Ciò che mi ha piacevolmente sorpresa sono state le descrizioni del rapporto instauratosi tra la protagonista e questa gatta. Tramite una magia della quale non ricordo i dettagli, Purrl incuteva una fortissima soggezione nella protagonista.

Secondo me, tra un gatto e il proprio padrone si instaura effettivamente una certa soggezione, qualcosa di profondo difficile da spiegare, ma che viene descritto molto bene in questo libro. La donna osserva affascinata i movimenti aggraziati della gatta, inizia a muoversi come lei lungo il corridoio, inizia a nutrirsi di pesce. Se avete mai posseduto un gatto, un gatto veramente vostro col quale passare tanto tempo, forse capirete cosa intendo. Quelle movenze, quel modo di miagolare o farvi le fusa che vi induce irresistibilmente a fare ciò che lui vi chiede, quello strano affetto, il piacere che provate quando decide di degnarvi delle sue attenzioni.

Naturalmente nel libro tutto questo è portato all'esasperazione, inoltre bisogna andare al di là delle varie vicende sovrannaturali, che a mio parere fanno perdere d'intensità la narrazione. Purrl si rivela una specie di creatura demoniaca e assetata di sangue, cosa che mi ha fatta molto incazzare, non tanto perchè mi ero affezionata, quanto piuttosto perchè tirando fuori questi giochetti sovrannaturali, la storia e i risvolti psicologici del rapporto gatto-donna sono andati a farsi benedire perchè si sono trasformati in un rapporto demone-donna, secondo me banale e decisamente meno interessante.

Dopo aver letto questo libro guarderete i gatti con occhi diversi.

1 commento:

  1. Purtroppo quante volte capita che storie inizialmente belle ed interessanti cadano nel luogo comune, forse per sopperire a mancanza di idee. Quello del gatto demoniaco è purtroppo un grande classico... neanche fossimo ancora nel medioevo, che mi fa sempre incazzare.

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