Zucchero Nero
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22/06/11

Senza sangue



Nina chiuse gli occhi. Si appiattì contro la coperta, e si rannicchiò ancora di più, tirando su le ginocchia, verso il petto. Le piaceva stare così. Sentiva la terra fresca, sotto il fianco, a  proteggerla - lei non poteva tradirla. E sentiva il proprio corpo raccolto, rigirato su se stesso come una conchiglia - questo le piaceva - era  guscio e animale, riparo di se stessa, era tutto, era per se stessa tutto, nulla avrebbe potuto farle del male fino a quando fosse rimasta in quella posizione - riaprì gli occhi e pensò  Non muoverti, sei felice.
Alessandro Baricco, Senza sangue

2 commenti:

  1. mi piace tanto tanto tanto questo libro *-*

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  2. a me non è piaciuto tantissimo invece. Però questa descrizione della posizione fetale mi ha colpita.

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