Zucchero Nero
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20/06/11

Mani gelide in contatto

"- Ho paura di avere delle colpe.
Io, con distacco, i farmaci me lo permettono, scuoto il capo.
- Con te aveva chiuso, c'ero solo io con lei.
Lui è visibilmente frastornato. Vorrei toccarlo, ma deve essere lui a farlo.
- Prendimi la mano, un attimo.
Leggo nei suoi occhi che mi ringrazia perchè lo sottraggo dal non sapere cosa fare.
Ed ecco due mani gelide in contatto. Come di marmo. Ferme uguali.
Alberto è un fantoccio impacciato. Lo vedo sfocato.
Gli psicofarmaci che mi danno riproducono tutto come immerso in un liquido, e mi sento come quando ci si sta per addormentare. Il torpore piacevole avvolge e coccola."
Cinzia Bomoll, "Lei, che nelle foto non sorrideva"

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