Zucchero Nero
PortfolioArteLibriDiarioContatti

24/06/11

L'eleganza del riccio

l'eleganza del riccio
Non vediamo mai al di fuori delle nostre certezze e, cosa ancora piu' grave, abbiamo rinunciato all'incontro, non facciamo che guardare noi stessi in questi specchi perenni senza mai riconoscerci. Se ci accorgessimo, se prendessimo coscienza del fatto che nell'altro guardiamo solo noi stessi, che siamo soli nel deserto, potremmo impazzire. Quando mia madre offre degli amaretti di Laduree a madame de Broglie, non fa che raccontare a se' stessa la storia della sua vita, sgranocchiando il proprio sapore [...] e quando le persone passano davanti alla portinaia non vedono nulla, perchè li' non si vedono riflesse. Io invece supplico il destino di darmi la possibilita' di vedere al di la' di me stessa e di incontrare qualcuno.
Muriel Barbery, L'eleganza del riccio

2 commenti:

  1. Che bello....il film però non l'ho visto, tu? Mi hanno detto che è un po' deludente rispetto al libro.
    Claire*

    RispondiElimina
  2. ho visto il film. chiaramente ci sono delle differenze, ma non l'ho trovato troppo deludente, secondo me è ben fatto nei limiti del possibile. La storia con il tizio giapponese è sintetizzata in maniera esagerata, però insomma è pur sempre un film. E poi ci sono certe scene secondo me bellissime di Paloma che disegna :)

    RispondiElimina

Template and contents © Zucchero Nero • Powered by Blogger