Zucchero Nero
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30/05/11

Qualcuno ha scritto sul muro che ero un sognatore


"Tra le articolazioni delle nostre braccia una lotta senza fine alla tristezza comprando dei soprammobili colorati. scrivi che ti ritrovi ancora tra gli scatoloni, tanto prima o poi moriremo ci dicevamo ridendo. Sventolano dei fazzoletti bianchi dalle finestre quando passiamo, per salutarci o perché si arrendono.
Avvolgiamo nel cellophane il nostro amore e lo carichiamo in macchina. Spediscono dei reporter di guerra nel tuo cuore, spariscono dei reporter di guerra. Delle ronde di merda. Qualcuno ha scritto sul muro che ero un sognatore eppure spesso gli insetti non la lasciavano dormire.  Gli stranieri diventeranno degli estranei e poi degli alieni. Con un colluttorio cancelliamo le parole che ci siamo detti in certi pomeriggi corti e freddi oppure interminabili e bellissimi, e al telefono non sapevamo proprio che cosa dire. Allora abbiamo parlato di domani luminosi e di ragazze madri. Degli eterni ritorni, di fiamme tricolori e di trasformisti. E di queste quattro strade da cui non siamo mai riusciti a separarci, come Bianciardi.

E comunque non c'hanno neanche mai promesso niente. Ho scritto in cielo alcune frasi perchè tu le vedessi ma c'era un vento feroce e troppi elicotteri. Sei un pò triste perchè non abbiamo fatto in tempo a scopare e le nostre parole erano solo anidride carbonica. Erano solo di anidride carbonica.

Questo cielo fosforescente e i doppi vetri che non bastano a dimenticarsi, i tuoi passi nel corridoio tornando dal bagno. Alle porte chiuse dell'Europa i consumatori, i consumatori, i consumatori, i consumatori. E se piangevi era per un calo di zuccheri. Quando finalmente usciranno le farfalle che abbiamo nello stomaco per ritrovare delle parole. Via, via, prima che si ricordino di noi! Via, via, prima che si ricordino di noi! Via, via, prima che si ricordino di noi!

Ci fischiavano ancora le orecchie perchè i gruppi che avevano suonato avevano i volumi troppo alti o perchè qualcuno ci stava pensando. C'erano dei bagliori in fondo alla strada, ma non riuscivamo a capire se era un temporale o una discoteca. C'erano dei bagliori in fondo alla strada, ma non riuscivamo a capire se era un temporale o una discoteca. C'erano dei bagliori in fondo alla strada, ma non riuscivamo a capire se era un temporale o una discoteca. C'erano dei bagliori in fondo alla strada, ma non riuscivamo a capire se era un temporale o una discoteca."
Vasco Brondi, Le luci della centrale elettrica

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